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Iran: troppe donne negli atenei, in arrivo le 'quote azzurre'

L'Iran ha deciso di fissare le 'quote azzurre' per assicurare una maggiore presenza maschile nelle università. Secondo il premio Nobel per la pace nel mondo islamico, Shirin Ebadi, nel Paese governato dal presidente Ahmadinejad "le ragazze sono il motore del cambiamento sociale". Le giovani iraniane oggi costituisco il 65 per cento degli studenti universitari.

Secondo quanto riportato dal quotidiano 'La Repubblica', in ogni facoltà ci sarà una quota rosa e una quota azzurra del 30 per cento ciascuna, il resto dei posti - il 40 per cento - sarà lasciato alla competizione. Per il capo dell'Organizzazione dei konkur accademici "in questo modo la legge garantisce i maschi nelle facoltà dove le ragazze sono più numerose, come le scienze naturali, ma favorisce anche le donne là dove ce ne sono di meno, come le facoltà d'ingegneria e di scienze umane". Ma il punto è che, secondo il regime, nel Paese ci sono troppe donne laureate rispetto agli uomini.

Oggi a Teheran le donne dirigono ospedali, giornali, lavorano come ingegneri, sono a capo di reparti della polizia vestono in modo sempre più femminile e vanno all'università indossando, anziché il chador, foulard colorati. L'inizio della liberalizzazione è avvenuta nel 1997 quando è stato eletto il presidente riformatore Khatami che ha dato l'opportunità alle donne di tornare, dopo la rivoluzione del 1979, a intraprendere la carriera di giuriste e alle giovani studentesse il permesso di andare a studiare all'estero.

La decisione di fissare le 'quote azzurre' è arrivata dopo la presentazione, da parte della commissione parlamentare, di un rapporto in cui è stata espressa la preoccupazione che il numero crescente di studentesse possa creare nei prossimi anni un problema sul mercato del lavoro che, secondo la commissione, non può assorbire un numero così grande di donne.

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