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Iraq: dopo la strage degli yazidi sepolti vivi Al Maliki sfida Massum

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In Iraq dilaga il caos e coinvolge drasticamente tutta la popolazione. L'ultima notizia shock era stata quella delle donne e bambini sepolti ancora in vita dal gruppo jihadista dello Stato Islamico. Dopo l'uccisione di circa 500 persone appartenenti alla comunità religiosa degli yazidi, di etnia curda, i corpi sono stati messi in diverse fosse comuni e, alcuni di loro, erano ancora in vita. Il filo del conflitto degli jihadisti sembra tendersi sempre di più, ma all'orizzonte non si c'è ancora nessuna previsione di un governo che possa riprendere il controllo della situazione.

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A sorpresa, il premier Nur Al-Maliki ha deciso di sfidare il presidente Faud Masum, mentre le forze presenti sul territorio iracheno si schierano. Dall'esercito alla polizia, dalle unità antiterrorismo alle forze di sicurezza, sono tutti presenti nella “zona verde” che circonda Baghdad. Al Maliki, che con il suo blocco sciita aveva ricevuto la maggioranza dei voti nelle ultime elezioni, adesso sembra voler ottenere un terzo mandato come premier, accusando Massum di aver violato la Costituzione per non aver favorito la formazione di un nuovo governo.

Gli Stati Uniti, schierati con Massum, danno il loro totale appoggio al presidente eletto giusto il mese scorso. Secondo Washington, infatti, Al Maliki cercherebbe di manipolare le elezioni del nuovo leader dell'Iraq. Le tensioni sul territorio e l'avvicinamento di sunniti e sciiti, ha portato gli Stati Uniti a favorire il rifornimento di armi agli iracheni di etnia curda. Ogni giorno sul territorio iracheno, infatti, muoiono “circa 50 bambini”, la maggior parte a causa della mancanza di acqua e cibo.

Il ministro degli esteri italiano, Federica Mongherini, ha rivisto l'intervento dell'Italia in Iraq dichiarando sul Radio 1 che “L'Italia non pensa ad un intervento militare ma a forme di sostegno dell'azione anche militare del governo del Kurdistan iracheno”. Fronte comunque contro lo Stato Islamico, quindi, che se lasciato proliferare, potrebbe portare a nuove stragi e ad un governo di parte, senza che si metta la parola fine ai conflitti e al bagno di sangue che continua a dilagare sul territorio iracheno.

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