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Irlanda, il risultato dice sì: vittoria al referendum sui matrimoni gay

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Il "sì" ha vinto al referendum in Irlanda sui matrimoni gay. La notizia è rimbalzata sui media locali ed è stata così diffusa da quelli internazionali, anche se in un primo momento non sono state diffuse le percentuali. Tuttavia, i due comitati, anche quello schierato per il "no", hanno ammesso che l'esito della consultazione è ormai chiara: l'Irlanda ha approvato l'introduzione nell'ordinamento giuridico dei matrimoni gay. Resta da comprendere il margine tra le due scelte. Ma nei fatti a Dublino si è consumata una 'rivoluzione arcobaleno'.

I Paesi in cui sono ammessi i matrimoni gay

L'esito referendario è un fatto doppiamente storico. Prima di tutto l'Irlanda è il primo caso al mondo in cui il via libera alle nozze omosessuali arriva attraverso un referendum. Inoltre, è sorprendente che un Paese molto cattolico abbia preso una posizione così netta riguardo ai diritti civili. Peraltro fino al 1993 l'omosessualità era considerata illegale e ancora oggi l'aborto è vietato tranne nei casi in cui la madre è in pericolo di vita.

Molti osservatori avevano previsto la vittoria del sì al referendum in Irlanda sui matrimoni gay, spiegando che gli elettori avrebbero voluto riaffermare la libertà di espressione rispetto ai dettami della Chiesa, ovviamente schierata chiaramente sul 'no'. Infine l'affluenza intorno al 60% (anche in questo caso si attende il dato ufficiale) ha confermato la grande volontà di partecipazione a una scelta che riguarda direttamente la società del Paese.

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