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Isis in Libia, raid dell’Egitto dopo il massacro dei copti. Jihadisti all’Italia: "Siamo a sud di Roma"

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Aggiornamento

Jihadisti all'attacco via web: oscurato nella giornata di ieri il sito di una scuola italiana, l'Istituto Comprensivo 1 di Scandicci, con la rivendicazione firmata "Moroccan Islamic Union Mail". Gli hacker islamisti hanno diffuso un messaggio inneggiante alla superiorità della religione musulmana, in un video di propaganda della durata di 18 minuti.

Sono scattati ad appena un giorno di distanza dalla diffusione in rete di un video shock relativo alla decapitazione di 21 copti ad opera dei boia dell’Isis, i raid congiunti di Egitto e Libia contro le postazioni dei miliziani fedeli ad Abu Bakr Al Baghdadi.

Sos bambini in Iraq: torture e uccisioni ad opera dell’Isis, emergenza umanitaria

La riposta dal cielo all’avanzata degli estremisti del "Califfato" verso Tripoli è stata energica e sembra soltanto l’antipasto di una serie di operazioni militari su vasta scala finalizzate a scongiurare il pericolo di un’ulteriore allargamento dei confini dello Stato Islamico.

Proprio ieri, nel pieno dell’emergenza ormai avvertita da tutto l’Occidente, era arrivato l’ennesimo proclama minaccioso dei seguaci del "Califfo" all’indirizzo dell’Italia, avvisata dei piani bellicosi dei guerriglieri in avvicinamento verso i confini dell’Europa.

“Siamo a Sud di Roma avevano scritto i jihadisti riferendosi alla conquista di crescenti porzioni di territorio libico, non senza alludere ad un possibile scontro di civiltà coi dirimpettai del Mediterraneo definiti per l’occasione crociati.

(21 Copti uccisi dagli uomini dello Stato Islamico, pronta la vendetta dell’Egitto)

Tutt’altro che facile, la situazione dei cittadini italiani in Libia, sfollati nel timore di attacchi dell’Isis e privi ormai di riferimenti istituzionali in seguito alla chiusura dell’ambasciata a Tripoli.

Mentre le potenze occidentali, col governo italiano in prima fila, studiano tempi e modi di un assai probabile intervento armato, lo Stato Islamico prosegue con la sua martellante opera di propaganda tra i musulmani, in Medio Oriente e non solo, approfittando sia della debolezza degli Stati sotto attacco che delle ricchezze accumulate in Siria e in Iraq con petrolio, rapimenti e finanziamenti privati.

Città come Derna, in queste ore oggetto dei raid aerei egiziani in risposta all’eccidio degli ostaggi copti, sono soltanto alcuni degli avamposti conquistati dagli uomini del "Califfo" Al Baghdadi in una Libia precipitata da mesi nel caos totale e diventata, dopo la caduta di Gheddafi e la conseguente disgregazione delle regioni, terreno fertile per la jihad.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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