Le valutazioni sull'anno appena concluso non lasciano dubbi, in proposito. Sette persone su dieci pensano che le cose siano peggiorate per quanto riguarda l'economia nazionale (74%), la politica (70%) e la pressione tributaria (65%). Anche il tema della sicurezza preoccupa il 59% degli italiani, e altrettanti vedono aumentata la corruzione politica, mentre la qualità della televisione peggiora per il 51% degli stessi.
Il disappunto generato da queste percezioni è evidente ma la popolazione non vuole rappresentarsi nella definizione di Paese depresso, o infelice. Ben il 44% degli intervistati preferisce descrivere il proprio paese come "arrabbiato". Più di otto persone su dieci, comunque, affermano di sentirsi felici (82%), quantomeno "abbastanza" felici (68%) della propria vita. Anche nella valutazione delle prospettive future, i segnali più confortanti riguardano la dimensione privata (individuale e familiare), dove quattro persone su dieci delineano una evoluzione favorevole nel corso del 2008. Dunque sembra prevalere, ma questo è tipico di tutti i sondaggi di fine anno, un modesto ottimismo per l'anno a venire.
Tra i nodi da risolvere immediatamente figurano l'aumento dei salari e delle pensioni (39%), ma anche la lotta alla criminalità (31%), il controllo dei prezzi (28%), la riduzione delle tasse (27%); mentre tra le soluzioni per risolvere i problemi del paese gli intervistati ne indicano alcune: investire maggiormente sui giovani aumentando la loro presenza nelle posizioni di comando (41%), ma anche migliorando l'offerta scolastica e universitaria (31%).
Se poi tutto questo non dovesse funzionare in molti sperano di consolarsi con i successi sportivi: tre persone su quattro sognano nuovi trionfi della Ferrari (75%), mentre due su tre confidano in un successo azzurro agli Europei (66%).











