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Italia, un morto su cinque dovuto allo smog

"In Italia il 20% della mortalità è riconducibile a cause ambientali prevenibili". A lanciare l'allarme è Roberto Bertolini, direttore del programma Salute e Ambiente dell’Oms, proprio in coincidenza con la ricorrenza della Giornata mondiale dell’Ambiente.

"Milano e Torino - ha sottolineato - oltre a alcune zone nel Sud della Polonia, sono tra i centri in Europa caratterizzati dai più alti valori di concentrazione di Pm 2,5, ossia il particolato fine".
Al particolato fine sono attribuiti molti delle patologie acute e croniche a carico dell'apparato respiratorio. "Secondo le linee guida dell’Oms – spiega Bertollini - il Pm 2,5 dovrebbe attestarsi sui 10 mg per metro cubo, mentre a Milano e Torino tocca regolarmente i 35/40 mg per metro cubo".

Per il Cnr, sono circa 8 milioni gli italiani che vivono in zone ad alto rischio ambientale e lo smog uccide in media 8.220 persone. "L’attuale situazione in materia di qualità dell’aria in aree urbane e industriali – è scritto nel rapporto - è particolarmente grave per quanto riguarda le polveri, l’ozono, i metalli pesanti. Per tali inquinanti, soprattutto nei grandi centri urbani, si registrano spesso superamenti dei valori limite stabiliti dalla legge".

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