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Jan Fabre, artista belga lancia gatti in aria: picchiato dalla folla

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Fino a che punto può spingersi l'arte prima di diventare violenza o sadismo? La domanda non è nuova, ma è tornata prepotentemente d'attualità dopo che il coreografo e regista belga Jan Fabre ha realizzato una performance durante la quale i passanti erano invitati a lanciare in aria dei gatti. Una scelta che non è stata apprezzata dai più e che all'artista è costata una vera e propria aggressione fisica.

La performance di Jan Fabre: il video

Il fatto risale a qualche giorno fa. Invitato dalla città d'Anversa a realizzare una serie di video negli spazi del Comune da montare poi in un filmato dedicato proprio alla sua vita e all'attività artistica, Fabre avrebbe deciso di allestire lo spettacolo con i gatti sulla scalinata del municipio a quanto pare senza informare nessuno. La performance ha immediatamente richiamato una folla di curiosi, ma a parte pochissime persone che hanno deciso di sperimentare il 'lancio del felino' (con miagolii disperati da parte degli involontari protagonisti), la maggior parte si è a dir poco indignata a vedere il trattamento riservato alle bestiole, molte delle quali al termine del 'volo' sono cadute a terra malamente.

Dalle parole ai fatti il passo è stato breve, così Fabre è stato aggredito da alcuni spettatori inferociti e ora si trova sotto la protezione della polizia, dopo essersi beccato una doppia denuncia dall'assessore al benessere degli animali Luc Bungeneers e dall'associazione animalista Gaïa.

Tuttavia, l'artista fiammingo non ci sta a passare per cattivo e ha dichiarato: "Ho l'impressione che si è voluto fare del sensazionalismo e che si è esagerato", vanificando le scuse pubbliche fatte poco prima al canale televisivo olandese VRT (a questo punto non si sa quanto vere nè sentite): "Mi dispiace tanto che i gatti siano caduti male. Mi scuso con gli animalisti. Non era mia intenzione fare del male ai felini". Fabre ha anche detto che "comunque tutti i gatti stanno bene", ma credergli a questo punto è abbastanza difficile, considerando che può benissimo darsi che l'abbia dichiarato per evitare conseguenze peggiori.

Il coreografo e regista non è nuovo a performance 'provocatorie', ma fino a ora non si era mai cimentato in installazioni che prevedessero animali vivi. In tal senso, una delle più shockanti mai viste è senza dubbio quella allestita dall'artista (?) del Costa Rica Guillermo Habacuc Vargas, che nel 2008 provocò un'alzata di scudi mondiale, con anche la partecipezione della UE, contro una sua opera d'arte (?) che consisteva nel lasciare morire di fame e di stenti un cane, legato a una catena all'interno di una galleria d'arte. Su quella performance non è mai stata fatta chiarezza - non si sa cioè se Navidad, il povero meticcio protagonista, sia sopravvissuto o no e se sia stato effettivamente seviziato - tuttavia le immagini che ancora oggi si possono trovare in rete mostrano un animale del quale tutto si può dire, meno che stesse bene...

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