Excite

Alex Galbiati, l'amico di Joele ucciso nel Kent, racconta quella sera: "Mi hanno chiuso in bagno e lo hanno ammazzato"

  • Facebook

di Simone Rausi

Lo scorso 20 Ottobre a Maidstone, una contea del Kent a pochi chilometri da Londra, veniva ucciso Joele Leotta. Il ragazzo, ricorderete, era partito dalla provincia di Lecco (un paesino chiamato Rogeno) in cerca di fortuna. Aveva trovato un lavoro in una pizzeria italiana e un alloggio. Con lui l’inseparabile amico di sempre Alex Galbiati, suo coetaneo, che oggi ha raccontato al tribunale inglese cosa è successo quella notte in cui degli immigrati lituani si scagliarono contro l’amico uccidendolo con oltre 100 colpi.

Il racconto di quella sera

Alex parla dietro un paravento per non intercettare lo sguardo degli aggressori. È molto provato, non può parlare con la stampa e secondo i familiari si sta riprendendo pian piano, lavorando in un’azienda di famiglia. Il racconto del giovane è fondamentalmente il racconto di un’amicizia. Joele aveva convinto il titolare della pizzeria Vesuviana ad assumere anche l’amico e i due erano partiti verso quella che Alex definisce “un’opportunità”. Uno lavapiatti e l’altro cameriere, un piccolissimo appartamento da dividere e tanto entusiasmo (“qui è bellissimo, abbiamo conosciuto un sacco di gente in gamba”) recita uno degli status facebook di Joele ai tempi dell’aggressione.

Il movente che spinse i 4 lituani ad accanirsi con tanta violenza contro i ragazzi era stato inizialmente individuato come di stampo razziale. La ricostruzione di un teste aveva fatto credere che i ragazzi italiani venivano puniti per il “furto di lavoro”, stranieri che tolgono delle opportunità ai locali. In realtà, analisi più approfondite, hanno rivelato che l’omicidio è avvenuto per colpa di un errore. Pare che un residente dello stabile, un polacco, si sia lamentato per l’eccessivo rumore e la musica troppo altra proveniente dall’appartamento dei lituani. Questi, hanno pensato che ad aver parlato fossero stati Alex e Joele e si sono scagliati contro di loro.

Le foto di Facebook di Joele. Ecco chi era

Secondo la ricostruzione di Alex già qualche giorno prima rispetto alla sera dell’aggressione qualcuno aveva provato ad entrare nell’appartamento dei due. Alex e Joele avevano sentito la porta spingere, poi un lamento dall’altra parte. Quel 20 Ottobre invece i lituani sono riusciti ad entrare. Alex ha provato a respingerli brandendo una stampella di metallo ma è stato rinchiuso nel bagno dove gli aggressori gli hanno sbattuto la testa del muro. I 4 allora se la sono presi con Alex che si trovava nell’altra stanza, accanendosi fino ad ucciderlo. Al momento Alex si trova ancora nel Regno Unito, all’inizio della prossima settimana dovrà comparire nuovamente in aula per continuare il resoconto di quanto accaduto.

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017