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Kabobo, per il picconatore di Milano la perizia: "Scarcetelo, deve andare in ospedale psichiatrico"

La condizione psichica di Adam Kabobo, passato alle cronache per aver ucciso a picconate tre passanti a Milano l’11 maggio del 2013, non sembra più compatibile col regime di detenzione carceraria.

Kabobo, gli amici di una delle vittime scrivono al sindaco di Milano

A stabilirlo, secondo quanto filtrato in queste ore sui giornali, è la perizia legale disposta dal Tribunale del Riesame, in ottemperanza della richiesta avanzata dagli avvocati difensori del giovane ghanese arrestato 8 mesi fa per omicidio.

Sulla base degli accertamenti specialistici appena svolti, dovranno pronunciarsi al più presto i magistrati, per decidere sull’ipotesi di trasferimento del detenuto in un luogo adibito alla degenza psichiatrica, sempre in custodia cautelare, avanzata dagli avvocati di parte.

Kabobo, secondo i legali Francesca Colasuonno e Benedetto Ciccarone, soffrirebbe di disturbi della psiche di seria entità, tali da rendere impossibile la sua permanenza a San Vittore, anche alla luce di recenti episodi (un tentativo di strangolamento ai danni di un compagno di cella) che non depongono a favore di un prolungamento della detenzione nella medesima struttura.

Precedentemente alla nuova perizia, il gip milanese Andrea Ghinetti si era opposto alla richiesta di trasferimento dell’uomo in una casa di cura, sostenendo che al momento del delitto Kabobo non fosse capace di intendere e di volere ma semplicemente affetto da una psicosi schizofrenica non incompatibile col carcere.

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