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Kapya Dora Kyenge, sorella del ministro querelata per aggressione da vicina di casa: "Minacciata di morte"

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Le liti tra vicini, si sa, sono all'ordine del giorno. Solo che quando degenerano ed è coinvolto qualcuno di noto - direttamente o indirettamente - finiscono per fare scalpore e diventare notizia. Ne sa qualcosa Kapya Dora Kyenge, sorella del ministro per l'Integrazione Cécile, che è diventata un piccolo-grande caso per avere colpito con un pugno e minacciato di morte la vicina di casa (per l'appunto) Aferdita Bquiri.

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A raccontare la storia è Il Resto del Carlino. Stando al quotidiano, lo scorso 18 aprile Kapya e Aferdita hanno avuto a che dire per beghe condominiali (secondo Il Corriere della Sera una bicicletta appoggiata a un muro ritenuto comune dall'aggredita e privato dalla sorella del ministro) e dalle parole la prima è passata ai fatti, sferrando un pugno in testa ad Aferdita, dandole della "t..." e della "p..." e minacciandola di morte: "Io ti ammazzo", le avrebbe infatti detto al culmine della lite. Ma non solo. Kapya avrebbe anche offeso la vicina per le sue origini albanesi e avrebbe chiuso la discussione dicendo: "Ho le spalle coperte. Mia sorella è in Parlamento".

Insomma, una brutta aggressione, con l'aggravante degli insulti razziali, che ha spinto Aferdita a querelare Kyenge per lesioni, minacce e ingiurie, anche se non subito, ma un mese dopo i fatti. Ad ogni modo, quello che è certo è che ora Kapya dovrà rispondere del suo gesto davanti a un Giudice di Pace: la procura della Repubblica ha infatti disposto la citazione a giudizio, con richiesta di fissazione dell'udienza.

La vicina aggredita, riporta ancora Il Resto del Carlino, "si costituirà parte civile nel processo" e ha intenzione di "perseguire la sorella del ministro fino a vederla condannare", tuttavia, come spiegato dall'avvocato a Il Corriere della Sera, Aferdita "ci tiene a dire che la vicenda non c'entra nulla con il ministro Kyenge, che stima molto, condividendone le battaglie per l'integrazione".

In quanto a Kapya, invece, non è la prima volta che la donna sale alla ribalta delle cronache: nel 2008 infatti aveva fatto notizia per essersi rivolta alla Lega Nord perché l'aiutasse a prendere possesso dell'alloggio di edilizia popolare che le era stato assegnato, ma che era occupato abusivamente da un'altra famiglia. Strani incroci e storie con cui il ministro per l'Integrazione probabilmente non vorrebbe avere a che fare.

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