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Kenya: strage nell'Università, 16 morti e centinaia di studenti in ostaggio

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I terroristi islamici del gruppo al Shabaab hanno compiuto l'ennesima strage in Kenya. Un gruppo di persone armate ha fatto irruzione nel campus universitario di Garissa, nel nord est del Paese africano a circa 300 chilometri dalla capitale Nairobi. Il bilancio parziale è di 16 morti e decine di feriti. Ma il dato peggiore è che centinaia di studenti sono ostaggio dei jihadisti. Le autorità hanno stimato che probabilmente 500 giovani, di fede cristiana, sono sotto la minaccia delle armi degli uomini armati. I musulmani sono stati liberati. Il timore è che 'gli infedeli' possano essere giustiziati senza alcuna pietà.

"L’università ha almeno mille iscritti. Il dramma può essere gigantesco", aveva avvisato sin dalle prime ore del mattino l'ex vicepresidente del Parlamento keniano, Farah Maalim, intervistato dall'emittente araba Al Jazeera. La situazione è delicatissima, nonostante il governo di Nairobi abbia già mobilitato le forze speciali per evitare la carneficina. Stando alle testimonianze, riportate dai media locali, si sono sentiti degli spari all'interno dell'Università.

L'attacco all'Università di Garissa è iniziato all'alba di oggi, giovedì 2 aprile, quando i jihadisti hanno ucciso le due guardie che presidiavano l'edificio. Alcuni studenti sono riusciti a sfuggire alla sorveglianza del commando: la polizia li sta interrogando per cercare di capire quanti sono i guerriglieri armati e dove si sono dislocati. Gli Shabaab sono un gruppo somalo che però ha spesso attaccato il Kenya, 'colpevole' di aver aiutato il governo della Somalia nella guerra contro le bande islamiste. Già nel settembre 2013 l'organizzazione terroristica aveva lanciato l'assalto a un centro commerciale di Nairobi, tenendo in ostaggio decine di persone tra cui numerosi turisti. L'edificio fu sgomberato solo dopo lunghi combattimenti. Adesso il terrore è tornato, colpendo giovani inermi.

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