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Kuwait e Somalia, attentati contro moschea e base militare: almeno 55 morti

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L'Isis ha rivendicato altri due attentati, oltre quelli compiuti in Francia e Tunisia. Kamikaze appartenenti allo Stato islamico sono entrati in azione in una moschea sciita in Kuwait ed in una base militare dell'Unione Africana, provocando, rispettivamente, 25 e 30 morti.

A Kuwait City il terrore nella moschea sciita Al-Imam al-Sadeq, dove un kamikaze si è fatto esplodere al grido di 'Allah è grande', provocando 25 morti ed oltre 200 feriti.

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L'attentato è stato rivendicato dalla organizzazione 'Provincia di Najd', che si è definita una colonna saudita dello Stato Islamico. Il kamikaze è stato indicato in Abu Suleiman al-Muwahhid.

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Nel comunicato diffuso dalla 'Provincia di Najd', la moschea è stata definita come il tempio dei negazionisti. "Continuava a diffondere insegnamenti sciiti tra i sunniti".

In Somalia meridionale un kamikaze si è fatto esplodere contro la base militare dell'unione africana, guidata dai soldati del Burundi. Il bilancio è di almeno 30 morti. L'attentato è stato rivendicato dall'organizzazione al-Shabab.

"I terroristi vogliono dividerci, ma noi siamo ancora più uniti", ha scritto in un tweet Federica Mogherini, l'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea.

Il ministro degli interni Angelino Alfano ha dichiarato che in Italia le forze dell'ordine hanno aumentato l'allerta perché non esistono paesi a rischio zero.

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