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Kylie Sinner, la pornostar vergine è la nuova stella dell'hard: "Non posso farlo, troppa ansia!"

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di Simone Rausi

Si chiama Kylie Sinner (dove Sinner sta appunto per peccatrice) ed è una bella ragazza dal curriculum accademico prodigioso che, da qualche mese a questa parte, ha deciso di mettere da parte i libri per dedicarsi alle pornografia. In pochissimo tempo le sue quotazioni si sono innalzate come gabbiani al vento (apprezzate la poetica metafora, nonostante tutto) e il suo è diventato uno dei nomi più popolari e redditizi dell’industria dell’hard. Per completare il quadro manca un piccolo dettaglio: la Sinner è vergine.

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Avete capito bene: questa bella ragazza di belle speranze, anni 20 e un look da tipica Miami Girl, non ha mai fatto sesso. O meglio, non ha mai avuto un rapporto completo a livello vaginale perché le altre strade, da quel punto di vista lì, le ha provate praticamente tutte. Kylie è una star della categoria “anal” e quando è possibile non disdegna nemmeno il sesso orale. Se le chiedete quali sono le sue passioni lei non esiterà un attimo: “il sesso”, d’altronde si autodenuncia pure su Twitter. Se pensate che questa sia solo una storia di sveltine, fotocopiatrici, divani lerci e “oh my god” su una base sax in sottofondo vi sbagliate. Scaviamo nel torbido e scopriamo che dietro c’è molto di più. Nel senso che c’è una seconda lettura, ecco...

La pornostar in questione, infatti, soffre di una rara sindrome chiamata vaginismo. Si tratta di una patologia psicosomatica che non consente la penetrazione a causa dell’irrigidimento delle pareti vaginali. Ora, qui non si ha nessuna pretesa di rubare il lavoro a Luciano Onder quindi fatevi bastare questa spiegazione. La diretta interessata lo chiarisce anche meglio: “Sono vergine, sì. Ho un disturbo chiamato vaginismo e sto cercando di curarlo dal ginecologo. Una parte di me ha tanta voglia di farlo, anche davanti alla macchina da presa. Ma c’è un’altra parte di me che invece dice: ‘Accidenti, ho aspettato così a lungo, forse tutto accade per una ragione: aspettare il mio Principe Azzurro’. Sapevo da tempo che non avrei potuto avere normali rapporti sessuali. E la mia condizione è andata peggiorando. È che l’ansia, via via, si accumula”.

In attesa di trovarlo, questo principe azzurro (che di sti tempi anche un duca o un nobile neanche in linea diretta per discendenza andrebbe bene) la Sinner continua a fatturare grazie al suo corpo e a curare la sua patologia attraverso dei dilatatori che lei giura non siano più grandi di un mignolo. Potremmo continuare ancora citando delle altre dichiarazioni come “sono sempre umida ma non posso” ma è il caso di fermarsi qui. Chi vuole, può anche vedere questa storia come un modo riuscito per superare le difficoltà e le paure e la sua protagonista come una bandiera di forza interiore. In fondo, chi l’ha dura la vince.

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