Excite

La Corea del Sud blocca l'importazione di mozzarella di bufala

La Corea del Sud non vuole più la mozzarella di bufala. Dopo l'emergenza rifiuti di Napoli e l'allarme diossina che ne è scaturito il Paese asiatico ha deciso di bloccare le importazioni del famoso alimento campano.

Un portavoce del ministero dell'agricoltura ha reso noto che le importazioni di mozzarella sono state interrotte nel weekend e che "il paese condurrà ora propri test per verificare l'eventuale contaminazione. Non appena avremo identificato il produttore e il periodo di produzione potremo restringere il bando".

Secondo Aldo Grasselli, presidente della Società italiana di medicina veterinaria preventiva, in questo momento in Italia c'è un'attentissima vigilanza e una quantità di controlli tale da consentire di dire che i servizi veterinari permettono l'immissione sul mercato solo di mozzarelle controllate. "Possiamo ritenerci tranquilli da questo punto di vista - ha sottolineato Grasselli - più i controlli sono attenti più ci consentono di eliminare dal mercato prodotti che presentano anche la minima ombra di dubbio". Sulla questione è intervenuta anche la Coldiretti secondo la quale la contaminazione riguarderebbe solo un'esigua parte della produzione. La scorsa settimana, inoltre, la polizia di Napoli ha detto di stare indagando per capire se il latte di alcuni allevamenti di bufale sia contaminato dalla diossina.

Di altro avviso il professor Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. "La decisione della Corea del Sud di mettere al bando la mozzarella di bufala per il timore della contaminazione della diossina - ha affermato Garattini - è saggia e logica e credo che l'Italia debba fare i giusti controlli per vedere se è ancora il caso di mettere questo alimento a disposizione della gente". Secondo quanto spiegato dal professore "la diossina è una sostanza inquinante cancerogena che si deposita nei grassi per questo motivo una volta assunta dall'organismo è difficilissimo eliminarla perché non è idrosolubile. La presenza di diossina riscontrata nel latte e nella mozzarella proveniente da alcuni allevamenti campani probabilmente è legata ai tanti roghi di immondizia che da settimane si susseguono nella regione ad opera dei cittadini esasperati dalla situazione di emergenza rifiuti. La diossina si deposita sull'erba e, quindi, viene assunta dalle mucche per via orale. Una volta entrata in circolo si deposita nel tessuto adiposo e viene eliminata nel latte. Questa sostanza infatti si deposita proprio nei grassi di cui è ricco il latte. E quindi nei prodotti derivati quali la mozzarella". Per Garattini la decisione presa dalla Corea del Sud dovrebbe essere valutata anche da altri Paesi. "Non vedo perché si debba rischiare inutilmente di esporci alla diossina - ha detto il professore - prima si facciano i controlli e poi, eventualmente, si dia il via libera alla vendita di mozzarella di bufala e degli altri derivati a rischio".

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016