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La crisi economica salva i coccodrilli

E' interessante l'analisi fatta in un'articolo de La Repubblica nel quale si parla di come la crisi economica, e non l'intervento degli animalisti, sia riuscita a salvare i coccodrilli. A quanto pare gli allevatori della Louisiana si trovano in grave difficoltà. In un anno il numero delle pelli vendute è passato da 35mila a 7.500. E bisogna considerare che nello Stato Usa vengono allevati l'80 per cento degli alligatori americani che poi finiscono sul mercato, considerati una delle qualità più pregiate del mondo.

Ecco dunque che la crisi economica ha duramente colpito un settore che produce oggetti da sempre ritenuti status symbol per eccellenza. Solo negli Stati Uniti il giro d'affari si aggirava attorno ai 70 milioni di dollari annui, ma ora tale cifra si è notevolmente ridimensionata. A non risentire in modo particolare di questa crisi sembra sia la fascia di consumi del super lusso.

Al Reuters Global Luxury Summit l'amministratore delegato di Hermès, Patrick Thomas, ha reso noto che il gruppo ha creato in Australia un proprio centro di riproduzione di alligatori in modo da poter stare dietro alla richiesta di borse per le quali ci sono lunghe liste d'attesa. Thomas ha detto: "Ci vogliono dai tre ai quattro animali per fare una delle nostre borse, ma il mondo non pullula di coccodrilli, tranne nei listini di Borsa". Ma non solo Hermès punta alle pelli dell'alligatore, altre celebri maison hanno realizzate accessori e abiti con dettagli di coccodrillo.

Foto: Kelly di Hermèes

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