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La decisione di Napolitano tra governo istituzionale e voto

Una tre giorni estenuante per Giorgio Napolitano, 82 anni. Dopo le consultazioni con le forze politiche e le parti sociali, oggi la decisione del presidente in merito al post crisi.

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La diretta:

18.08 - "I tempi sono stretti e il mio impegno si svolgerà nei tempi più brevi possibili perchè so che nelle attese dei cittadini c'è una forte attenzione alla modifica della legge elettorale". Così il presidente del Senato Franco Marini dopo il colloquio al Quirinale. "Però - ha aggiunto - essendo l'impegno gravoso c'è bisogno di farlo seriamente, quindi cercherò di trovare il punto tra queste due esigenze. Ci metterò tutta la mia determinazione".

17.40 - Marini accetta l'incarico: Napolitano: "La crisi della maggioranza di governo è intervenuta dopo spiragli di dialogo per una modifica della legge elettorale. Senza tali modifiche non si può realizzare la necessaria stabilità politica ed efficienza istituzionale. Ho chiesto a Marini di verificare le possibilità di consenso maggioritario sulla riforma della legge elettorale". Marini: "Ringrazio Napolitano per la fiducia, è un impegno gravoso. Grazie a tutti".

17.30 - Donato Marra, segretario alla Presidenza della Repubblica: "Conferito incarico esplorativo a Marini per verificare la possibilità che in parlamento ci sia una maggioranza capace di riformare la legge elettorale".

17.08 - Iniziato il colloquio Marini - Napolitano.

16.57 - Franco Marini è arrivato al Quirinale.

16.54 - Il presidente del Senato Franco Marini ha lasciato pochi minuti fa, a bordo di una Audi scura, Palazzo Giustiniani ed è diretto al Quirinale.

16.52 - Il governo ricomincia da dodici. Scatta da subito, quando fosse affidato l'incarico a un nuovo presidente del Consiglio, la cura dimagrante prevista dalla finanziaria 2008 per il numero dei componenti del governo. I ministri «con portafoglio» non potranno più superare la dozzina. Non sarà questo l'unico paletto anti-casta al quale dovrà attenersi Franco Marini se si dovesse apprestare a formare un nuovo governo. "Il numero totale dei componenti del governo a qualsiasi titolo - stabilisce la finanziaria - compresi ministri senza portafoglio, vice ministri e sottosegretari non può essere superiore a sessanta".

16.30 - Michela Vittoria Brambilla: "Dopo il contratto con i cittadini ci dovrebbe essere il contratto tra i partiti, che prendano un impegno sugli obiettivi da raggiungere già nei primi cento giorni di governo. Bisogna dar vita a un nuovo patto, qualcosa che somigli alle primarie sul programma". I Circoli punteranno a precisi obiettivi. Tra questi, una battaglia per la trasparenza delle nomine negli enti pubblici, nelle aziende sanitarie, con un organo di garanzia super partes. La politica può indicare gli indirizzi, ma le persone -rimarca Brambilla- devono essere scelte fuori dalla politica". Tra le altre priorità, la pressione fiscale e la sicurezza, che "è il problema più sentito dai cittadini". Tra i sogni di Brambilla, anche un "governo alla Sarkozy", con "12-15 ministri al massimo, tutte persone di grande personalità".

15.52 - Francesco Storace: "Il presidente Marini sappia che qualunque pasticcio si volesse escogitare per la crisi di governo, avrebbe i crismi dell'illegalità. Alla Camera ci sono una sessantina di deputati che sono tali perchè Prodi vinse nel 2006 per 24mila voti. Ogni altro presidente del Consiglio sarebbe inseguito nel Paese come un abusivo, che nega il valore della sovranità popolare".

15.50 - Michela Vittoria Brambilla: "Il presidente della Repubblica ha tutto il diritto di tentare tutte le strade, ma l'importante è che non si facciano perdite di tempo inutili. Sono mesi che si cincischia su progetti di legge elettorali, montati e poi smontati. Si è perso tempo... Non resta che sciogliere le Camere e far parlare i cittadini perchè qualche giro di tavolo non cambierà le cose".

15.11 - Ipotesi ADN-Kronos: Mentre tutti attendono le decisioni del Quirinale sulla crisi di governo, Silvio Berlusconi già studia le prossime mosse politiche. A quanto apprende l'ADN, se dovesse tornare a palazzo Chigi, il Cavaliere pensa di sottoscrivere con gli alleati prima dell'avvio della campagna elettorale una sorta di "preliminare vincolante" su alcuni punti per fronteggiare le principali emergenze del Paese. L'obiettivo è evitare gli errori del passato con una Cdl alle prese con le divisioni interne e i veti incrociati. Un modo, insomma, per blindare la sua futura maggioranza senza strappi in Parlamento.

15.00 - Il presidente della Repubblica ha convocato per le 17 al Quirinale il presidente del Senato Franco Marini.

14.30 - Beppe Grillo: Gli ultimi sondaggi lo danno addirittura al 7%, capace di sottrarre voti tanto al Centrodestra quanto al Partito Democratico. Sulle forze politiche aleggia il terrore Grillo, in vista del sempre più probabile ritorno alle urne. Ma il comico genovese mette la parola fine alle voci su una sua possibile candidatura alle elezioni politiche. "No, no, no. Assolutamente no, non mi interessa. Io non sono in lizza in nessun modo. Io guardo a tre anni, nell'immediato non mi interessa. Questa gente non la riconosco più. Io non riconosco nè la sinistra, nè la destra, nè il centro. Non so chi siano queste persone. Votare con questa legge elettorale è un'ulteriore truffa, io spero che non succeda niente di violento. Questo mi preoccupa un pò. Speriamo bene".

14.20 - «Preincarico»: è questo il termine nuovo, finora mai comparso nelle dichiarazioni e nei retroscena su questa crisi di governo, che da questa mattina affiora nei discorsi e nei 'capannellì in Transatlantico e nei corridoi parlamentari limitrofi. Una parola che viene rispolverata dopo dieci anni nei quali è stata tenuta accuratamente sotto naftalina e che si credeva oramai in disuso, affidata all'album dei ricordi politici. Napolitano potrebbe pensare per la seconda carica dello Stato, appunto, a un preincarico, meno compromettente di un incarico ma più forte di una mera esplorazione. Nel ricchissimo dizionario della politica italiana, infatti, il preincarico occupa un posto intermedio fra il mandato esplorativo -affidato per sondare in nome del presidente della Repubblica la possibilità di un successivo incarico- e il diretto incarico a presentare un governo e presentarsi davanti alle Camere.

12.54 - Bono, leader degli U2, nel corso di un'intervista concessa a Jovanotti per il mensile 'GQ': "Ho grande ammirazione per la gente come Prodi, che tra l'altro è tra gli uomini politici più intelligenti che abbia mai incontrato". Poi aggiunge: "Devo dire che mi è capitato di provare fastidio perchè Berlusconi ha sì promosso il 'Global Fund for Aids' nell'ambito del G8 di Genova e credo che gli italiani possano essere orgogliosi di questa iniziativa; ma poi il suo governo si è spesso dimenticato di versare le cifre promesse per l'aiuto alla cooperazione e allo sviluppo". Ora, "sono a conoscenza del fatto che il governo ha preso nuovi impegni e aumentato le risorse per la lotta alla povertà. C'è stato un cambiamento -riconosce- ma bisogna fare di più: è in gioco la grandezza di un Paese generoso come l'Italia".

12.23 - Subito al voto, no a un governo di transizione. A ribadirlo è il capogruppo al Senato di Fi, Renato Schifani, conversando con i giornalisti a Montecitorio. "Abbiamo rappresentato al capo dello Stato -dice l'esponente azzurro- a sostenere governi diversi rispetto a quello Prodi. Bisogna tornare alle urne. Niente governi di palazzo. Il presidente Marini è una persona saggia e non intenderà mai tentare fughe in avanti con governi che sopravvivono solo con uno o due voti". Schifani è categorico sulla riforma elettorale: "La trattativa sulla riforma si era arenata prima ancora che cadesse il governo Prodi. Non ci sono più margini, spazi e tempi per una riforma elettorale con un voto a breve".

11.52 - Mario Baccini: "Il centrodestra era la mia casa naturale. Ma io non ci sto più, esco perchè non garantisce più la selezione della classe dirigente". Il vicepresidente del Senato lancia poi un messaggio al leader dell'Udc, Casini. Si dice pronto a dare un "sostegno convinto" se arrivasse "un appello di alto respiro istituzionale al Parlamento per fare le riforme necessarie prima di consegnare agli elettori la parola". E avverte che, in caso di incarico di Governo a Franco Martini, lo voterà: "Sicuramente sì perchè il parlamentare ha diritto a una libertà che prescinde dai suoi impegni di partito. Le mie posizioni politiche non dipendono nè dall'Udc, nè da Casini, nè da Cesa". E questa mattina, ospite di 'Omnibus' su La7, Baccini ha sottolineato: "Se il Quirinale fa appello per un governo istituzionale che possa fare riforme, ha la mia convinta disponibilità, purchè sia un governo con ampia maggioranza, e non un governicchio incapace di fare riforme".

11.30 - Gianfranco Fini: "In Italia c'è una grave crisi, il governo delle sinistre è caduto e sono convinto che il presidente della Repubblica dovrà sciogliere le camere".

11.00 - Marco Pannella: "La linea radicale oggi forse può trovare una sintonia forte con la voce non a caso isolatissima di Giuliano Ferrara, quando indica che la soluzione potrebbe essere quella di un governo Veltroni e una vicepresidenza unica a Letta. La sintonia è profonda per quel che mi riguarda non una linea che da agosto è la mia personale e di altri soggetti politici ufficiali".

10.43 - Goffredo Bettini (PD): "Se Berlusconi continua su una linea di rifiuto pagherà un prezzo di fornte all'opinione pubblica. Tutti sono ben consapevoli che l'attuale legge elettorale non dà stabilità, produce alleanze eterogenee che non possono poi governare con la dovuta unità, speditezza e capacità di decisione. Noi chiediamo di modificarla e di votare a giugno".

10.25 - "A quanti danno per scontata una nostra futura collocazione, senza alcun rispetto per vicende familiari e personali, ma con una fortissima implicazione politica, avendo coinvolto tra l'altro gran parte del gruppo dirigente campano in una inchiesta dove molti sono già stati liberati, replichiamo che ad oggi non abbiamo fatto alcuna scelta e che siamo e restiamo un partito di centro". Così una nota dei Popolari Udeur che precisa: "Al momento opportuno convocheremo i nostri organi di partito e decideremo valutando anche gli aspetti di quanto sta accadendo".

09.45 - "Credo sia doveroso che il capo dello Stato affidi un incarico, non so se a Marini o a un altro. Nessun capo dello Stato può procedere allo scioglimento senza fare il tentativo", ma "nessun italiano serio può pensare che io sostenga un governo con Rifondazione, con Bertinotti o Pecoraro Scanio. Dovrei essere impazzito, internato...". Lo afferma Pier Ferdinando Casini. Il leader dell'Udc assicura che "il 99 per cento dell'Udc" è sulla sua linea. "Sarà difficile fare un governo, impossibile fare un governo serio, e all'Italia non serve un governicchio che si regge su pochi voti".

09.30 - Pier Ferdinando Casini: "Mi auguravo che maturassero disponibilità allargate a un governo di pacificazione. Questo non è accaduto, ne prendo atto. A questo punto insistere per fare un governicchio o altri pasticci equivale semplicemente a una perdita di tempo".

Sempre più vicina l'ipotesi di un governo istituzionale guidato da Franco Marini. Questa la soluzione richiesta da PD e centrosinistra ma osteggiata dalla CDL. Mentre attendiamo le dichiarazioni dal Quirinale, seguiamo rumors, dichiarazioni e commenti delle ultime ore di crisi.

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