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La meningite miete altre vittime. Turco: "Nessun allarme"

Sono tre le vittime del focolaio di meningite scoppiato nel Trevigiano, un ragazzo di 15 anni di orgine greca, un senegalese di 33 anni e una donna di 30 anni. Nell'occhio del ciclone però sembra non esserci solo il Veneto. Un ragazzo di 17 anni è stato ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma, a Napoli un bambino di 8 anni versa in gravi condizioni, a Bologna è stato ricoverato un bambino di un anno e nella notte tra lunedì e martedì una ragazza di 27 anni è stata ricoverata al Niguarda di Milano. Secondo il ministro della Salute Livia Turco la situazione è sotto controllo. Parole tranquillizanti anche quelle del responsabile del centro di controllo malattie del ministero della Salute, Donato Greco, che ha detto: "Non c'è un'espansione dell'epidemia di meningite che ha colpito il trevigiano, nè un particolare rischio nazionale di diffusione della malattia".

La meningite è un'infiammazione delle membrane del cervello e del midollo spinale, provocata da diversi agenti patogeni, batteri, virus, funghi e parassiti. Tra i batteri il più pericoloso è il meningococco che nei Paesi occidentali rappresenta uno dei fattori scatenanti più frequenti di questa grave malattia infettiva. La meningite da meningococco, a causa della quale ancora oggi muore il 10 per cento dei pazienti, colpisce prevalentemente i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti.

Diagnosticare la malattia non è facile. I sintomi possono essere molto generici e simili a quelli dell'influenza. I disturbi iniziali più comuni sono febbre, spossatezza generale, nausea e vomito, diarrea, irritabilità e inappetenza. I casi più frequenti di meningite, poi, si verificano durante l'inverno quindi è facile scambiare la malattia con un semplice raffreddamento. Nei neonati e nei bambini possono presentarsi sintomi più caratteristici come pianto acuto, torpore, colorito pallido, comparsa di macchie cutanee di colore rosso, forti mal di testa, rigidità del collo, intolleranza alla luce, sonnolenza, dolori alle giunture o ai muscoli.

Una volta accertata la malattia è necessario intervenire immediatamente. La terapia ideale prevede la somministrazione di antibiotici e il ricovero in ospedale dove il paziente deve essere sottoposto a cure specialistiche. E' importante ricordare però che prevenire la meningite è possibile. Con la vaccinazione si protegge l'individuo dall'instaurarsi dell'infezione stessa, con la profilassi, invece, si sottopongono a trattamento antibiotico le persone che sono state a stretto contatto con un paziente affetto da meningite.

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