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La notte della Diaz in 26 telefonate, tra "teste aperte" e molotov "scomode"

Dopo il video realizzato dal Genoa Legal Forum con i documenti acquisiti al processo contro 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio al G8 di Genova nel  2001 spuntano fuori 26 telefonate tra i poliziotti sul campo e la centrale operativa del 113 che saranno utilizzate oggi dagli avvocati delle parti offese nel processo per il blitz alla scuola Diaz del luglio 2001, in cui risultano imputate 29 persone per lesioni, falso e calunnia.

Tra le righe delle trascrizioni si legge di tutto, da teste aperte a manganellate a referti medici che prendono strade inusuali, da molotov scomode al compiacimento di una poliziotta per la morte di Fabrizio Giuliani. Di seguito alcune parti significative:

La conversazione tra una funzionaria della centrale operativa e un collega:
Collega:"Ma guarda che io dalle 7 di ieri e di oggi sono stato in servizio fino alle 11, quindi... ho visto tutti 'sti balordi queste zecche del cazzo... comunque...".
Funzionaria: " [...] speriamo che muoiano tutti [...] ".
Collega: "Eh sei simpatica".
Funzionaria: "Tanto uno già va beh e gli altri... 1-0 per noi... tanto siamo solo sul 113 e registrano tutto".

La Centrale Operativa chiama il posto di Polizia dell'ospedale San Martino:
Domanda 1:"Volevo sapere la situazione dei malati [...]".
Risposta : "Ci sono due riservati, ma non sono gravi".
Domanda 2: "Ma cos'hanno subito?".
Risposta: "Teste aperte a manganellate".

I residenti in zona: "[...] via Cesare Battisti[...] guardi che è un macello [...] " . "Lo sapete che hanno attaccato i ragazzi qui della scuola Diaz".

Spartaco Mortola, ex dirigente Digos di Genova dice agli agenti nel suo ufficio:
"Oh ragazzi le molotov (le due bottiglie che, scoprirà la procura, furono introdotte nella Diaz dalla Polizia, ndr) non lasciatemele qui [...]".

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