La notte della Diaz in 26 telefonate, tra "teste aperte" e molotov "scomode"
Tra le righe delle trascrizioni si legge di tutto, da teste aperte a manganellate a referti medici che prendono strade inusuali, da molotov scomode al compiacimento di una poliziotta per la morte di Fabrizio Giuliani. Di seguito alcune parti significative:
La conversazione tra una funzionaria della centrale operativa e un collega:
Collega:"Ma guarda che io dalle 7 di ieri e di oggi sono stato in servizio fino alle 11, quindi... ho visto tutti 'sti balordi queste zecche del cazzo... comunque...".
Funzionaria: " [...] speriamo che muoiano tutti [...] ".
Collega: "Eh sei simpatica".
Funzionaria: "Tanto uno già va beh e gli altri... 1-0 per noi... tanto siamo solo sul 113 e registrano tutto".
La Centrale Operativa chiama il posto di Polizia dell'ospedale San Martino:
Domanda 1:"Volevo sapere la situazione dei malati [...]".
Risposta : "Ci sono due riservati, ma non sono gravi".
Domanda 2: "Ma cos'hanno subito?".
Risposta: "Teste aperte a manganellate".
I residenti in zona: "[...] via Cesare Battisti[...] guardi che è un macello [...] " . "Lo sapete che hanno attaccato i ragazzi qui della scuola Diaz".
Spartaco Mortola, ex dirigente Digos di Genova dice agli agenti nel suo ufficio:
"Oh ragazzi le molotov (le due bottiglie che, scoprirà la procura, furono introdotte nella Diaz dalla Polizia, ndr) non lasciatemele qui [...]".








