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Randagismo, Angiola Tremonti: 'Uccidere i cani non adottati'

Il consigliere comunale di minoranza a Cantù, Angiola Tremonti, sorella del ministro delle Finanze, ha scatenato una vera e propria bufera. Pietra dello scandalo la proposta per risolvere il problema del randagismo: 'Sopprimere i cani randagi non adottati'.

In una richiesta di informazioni al Comune in provincia di Como, la Tremonti si è lamentata dei costi sostenuti per la gestione del canile consortile di Mariano Comense, la cui gestione viene finanziata da 14 Comuni della zona, e ha avanzato la sua proposta. Al quotidiano La Provincia il consigliere comunale di minoranza ha detto: 'Si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare'.

Immediatamente sono scoppiate le polemiche e, insieme agli animalisti e alle associazioni di protezione animali, sono insorti i gestori del canile di Mariano Comense, alla cui gestione Cantù contribuisce con 50 centesimi all'anno per residente, ossia a 18mila euro. Si è parlato di un''idea paranazista'.

Angiola Tremonti, che ha una cagnolina, ha spiegato: 'I cani vanno curati, seguiti, vaccinati. Non vanno lasciati in un canile per far arricchire chi specula sulla loro pelle. Meglio ucciderli allora'.

 (foto © LaPresse)

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