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La satira di Checco Zalone fa impazzire tutti

E' Checco Zalone la rivelazione televisiva di questa settimana: il comico di Zelig infatti, dopo la performance di domenica sera nell'one-man-show, si sta guadagnano l'attenzione anche dei più scettici.

La canzone di Marinella riletta da Checco Zalone

Merito delle sue parodie, del suo accento e del suo falso pressapochismo, lo stesso che gli ha permesso, domenica scorsa, di parlare di vicende particolari come la storia della D'Addario ridendoci su e facendo ridere anche il pubblico.

Non a caso Aldo Grasso parla di Checco Zalone come di un personaggio "irresistibile" e della parte sulla D'Addario come "la più divertente" di tutta la serata nonostante faccia un appunto relativamente alla costruzione dello spettacolo, considerata troppo amatoriale: "Checco Zalone", scrive Aldo Grasso questa mattina, "è una grande risorsa; tuttavia, per diventare un one man show ha bisogno di più soste­gno, di un coro dove i suoi assolo possano esaltarsi, di auto­ri che non pensino solo alla battuta d’occasione".

Di altra opinione Alessandro Patrono di Panorama secondo cui Checco Zalone è la dimostrazione che la libertà di opinione in Italia esiste: "dov’è questa censura, questa mancata libertà di stampa, se nella rete ammiraglia Mediaset può andare in onda uno spettacolo con questi contenuti, trasmesso in prima serata (non senza qualche eccesso di volgarità)?", scrive infatti Patrono, non senza accenni poco velatamente polemici.

Stessa presa di posizione del Giornale che però va giù pesante e, ironizzando, sostiene che lo spettacolo non è stato "proprio all’insegna del bavaglio" apostrofando Zalone come giullare in chiusura quando la redazione scrive: "giusto per far intendere il tenore dell’esibizione, il giullare pugliese s’era presentato così: Sono il miglior cantante degli ultimi 150 anni...".

Alessandro Gilioli su L'Espresso scrive: "di sicuro, non mi era mai capitato di vedere uno show in prima serata sull’ammiraglia Mediaset alludere pesantemente e inequivocabilmente alle escort pagate dal Premier – o da Tarantini in sua vece – per una notte di sesso a Palazzo Grazioli".

EuropaQuotidiano ne fa una questione politica, più marcatamente di altri e sostiene che "la Canzone della D’Addario e Berlusconi può diventare il tormentone capace di abbattere il governo, altro che Travaglio. C’è già chi dice che un simile spettacolo in onda sulle tv del premier è sinonimo di libertà, altro che regime. E chissà, sulla Rai forse Checco non avrebbe vita facile. Che strano paese. Uno se la prende per quella parodia da nulla tipo Lost in WC, in onda dalla Dandini, e invece poi lascia tracimare uno Zalone. Però così si crea il doppio alibi. La Rai non può fare quello che fa Mediaset perché è servizio pubblico. Se attacca il premier, è di sinistra e non è più patrimonio di tutti i cittadini. Mediaset, invece, può fare ciò che vuole. Che, anzi, vedete come siamo liberali (soprattutto se son solo canzonette)?".

Lo stesso EuropaQuotidiano spera comunque "che Zalone ora non diventi il nuovo leader della sinistra. Non solo perché ne abbiamo fin troppi di comici porta bandiera".

Ma Checco Zalone, e il suo show, spopolano sul Web e ovunque se ne parla e i numeri parlano chiaro: lo show del cantante pugliese è piaciuto particolarmente al pubblico femminile al punto che, ad oggi, Zalone è più cliccato di Silvio Berlusconi!

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