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La SIAE contro la Finanziaria

La SIAE protesta contro la decisione del ministro Padoa Schioppa di prelevare 20 milioni di euro dalle casse dell'ente, grazie a un'interpretazione del decreto "tagliaspese".

Giorgio Assumma, Presidente della SIAE, ha dichiarato che molti nomi autorevoli tra editori e autori italiani hanno minacciato di lasciare la società per affidare la gestione dei loro diritti economici a società straniere.
Fanno parte di questi autori Mogol, Mario Lavezzi, Ennio Morricone, Gianni Bella, Gigi D'Alessio, Gino Paoli, Lucio Dalla e Fabio Concato. D'accordo anche alcuni editori tra cui Ricordi, Emi Music Publishing, Warner, Sony Music, Universal e Sugar Music.

La protesta si concretizzerà in data da definirsi, con una giornata di totale "black out dello spettacolo", tra musica, cinema e teatro. La SIAE infatti ritirerà tutti i permessi di utilizzazione dei milioni di opere che gli 80 mila autori ed editori affidano alla sua tutela.

Assumma ha dichiarato:
È un atto di prepotenza che non ha alcun fondamento giuridico, contro il quale la Siae si sta opponendo con ogni mezzo.

Se il provvedimento del ministro dell'economia dovesse diventare effettivo con la conseguente fuga degli artisti, la SIAE potrebbe rischiare la chiusura. Lo stesso presidente dell'associazione ha detto:
Spero che autori ed editori tornino sulle loro decisioni. Migliaia di dipendenti e collaboratori correranno il rischio di trovarsi sulla strada.

Pronti a intervenire i sindacati di settore che hanno chiesto a Padoa Schioppa e a Rutelli, ministro per i Beni Culturali, l'apertura di un dialogo per trovare una soluzione alternativa.

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