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La Teoria della relatività? E' italiana!

Altro che Albert Einstein, la teoria della relatività è opera dell’ italiano Olinto De Pretto.
A spiegarlo, il quotidiano britannico "The Guardian", che nell’edizione di martedì racconta come il 23 novembre 1903, l’industriale vicentino De Pretto pubblicò sulla rivista scientifica Atte un articolo dal titolo "Ipotesi dell’etere nella vita dell’Universo". La frase chiave recitava: "La materia di un corpo contiene una quantità di energia rappresentata dall’intera massa del corpo, che si muovesse alla medesima velocità delle singole particelle".
Praticamente la celeberrima formula E=mc2 (l’energia è uguale al prodotto della massa per il quadrato della velocità della luce) spiegata parola per parola, anche se De Pretto non mise la formula in relazione con il concetto di relatività, ma con la vita dell’universo.
Una piccola differenza che potrebbe però essere decisiva.

"Una grande parte della matematica moderna è stata creata da gente a cui nessuno ha mai dato credito, come ad esempio gli Arabi – ha raccontato Robertson al Guardian -. Einstein può avere preso l’idea da qualcuno, ma le idee stesse arrivano da ogni parte. De Pretto merita sicuramente credito per gli studi che ha svolto e il contributo che ha dato, se queste cose si possono provare. Ma ciò non toglie, comunque, che la genialità di Einstein resti indiscutibile".

A chiarire alcuni aspetti della vicenda, ci pensa Umberto Bartocci, docente di Storia della matematica all'Università di Perugina, che alla tesi De Prettianaha dedicato anche un libro pubblicato nel 1999 da Andromeda: Albert Einstein e Olindo De Pretto - La vera storia della formula più famosa del mondo: "De Pretto non scoprì la relatività - ha riconosciuto Bartocci - però non ci sono dubbi sul fatto che sia stato il primo ad usare l’equazione e questo è molto significativo. Sono anche convinto che Einstein usò le ricerche di De Pretto, sebbene questo sia impossibile da dimostrare".

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