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La Terra dei fuochi, l'oncologo Cerra ad Excite: "Cancro e rifiuti tossici sono collegati"

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Da vent’anni opera malati di tumore nelle zone di Napoli e Caserta dove ha riscontrato, per esperienza diretta, un aumento di mortalità del 15% negli ultimi dieci anni. Cosa ha scoperto dalle sue ricerche e dai suoi pazienti?

Sono specialista senologo ed opero donne con tumore al seno. Mentre in passato la fascia d'età di donne che si ammalavano di carcinoma mammario andava dai 50 ai 70 anni, adesso negli ultimi 10 anni, c'è stato un abbassamento dell'età: arrivano ragazze di 23,25, 28 anni con carcinoma mammario monolaterale e bilaterale. Contemporaneamente è aumentata anche l'incidenza dei malati di cancro.

Avete fatto degli studi, dunque. C'è un dato ufficiale, una percentuale confermata, che indica di quanto sono aumentati i malati di cancro e in che periodo?

Le percentuale non possiamo darla perchè il registro tumori è stato instaurato neanche un mese fa. Noi non avevamo nessuno studio eziologico in merito alla provenienza delle patologie, sino a quando non è venuto fuori il discorso sulla Terra dei Fuochi: da questo momento in poi le persone che si ammaleranno verranno registrate con dati che riguardano la zona di provenienza, patologie familiari etc..

Come può dimostrare che il problema dell'incidenza dei tumori è aumentata a causa dei rifiuti in zona?

Con il registro tumori, nei prossimi due anni verranno tirati fuori dei dati e si vedrà quanti carcinomi arriveranno dal casertano, napoletano etc.. e si tireranno le somme.

I rifiuti tossici hanno provocato un aumento dei tumori, ma anche altre conseguenze sulla salute dei cittadini?

Il discorso è simile al fumo di sigarette, oltre a generare neoplasie vanno ad agire su un sistema cardio-respiratorio con conseguente malfunzionamento generale dell'organismo. Io mi interesso di neoplasie e lavoro all'oncologico di Napoli e gli altri dati saranno tirati fuori da altri medici specialisti nel settore.

I cittadini come reagiscono a questa situazione che mette in gioco la propria vita?

I cittadini del posto stanno con i nervi a fior di pelle perchè qui parliamo di vita propria, dei familiari vicini, gli animi sono a mille. Loro si aspettano molto dalle istituzioni che hanno dimostrato solo latitanza. Il messaggio che bisogna mandare è quello di attivare delle bonifiche anche se è difficile bonificare falde acquifere, sono delle situazione molto delicate.

Questa gente che deve fare? Andare via dal posto?

Andare via è impossibile, l'unica cosa che consigliamo è la prevenzione che è al primo posto: se uno si controlla e cerca di non trascurarsi almeno facendo gli esami basici, qualsiasi cosa dovesse risultare almeno viene presa in tempo. È attiva una task force sulla prevenzione gratuita per la gente di queste zone e per qualunque patologia, stiamo attivando ambulatori specifici di settore.

Come mai solo negli ultimi anni si è sollevato il problema della “Terra dei fuochi”?

Il discorso della contaminazione è noto già da diverso tempo perchè si è scritto, parlato dappertutto e di tutto, sia le istituzioni, il nord, il sud, tutti sapevano degli sversamenti, adesso sembra che caschino dalle nuvole. È diventato importante nel momento in cui gli organi di stampa hanno sensibilizzato il problema e ci si è resi conto che si giocava con la vita, quando si sono resi conto che non era un problema localizzato, quando hanno visto che da Napoli saliva a Roma, da Roma andava al Nord, solo allora il fenomeno ha preso ben altro peso. Anche noi medici constatavamo che in sala operatoria su 7-8 casi da operare ce n'erano 2-3 provenienti da quelle zone, ma poi è scoppiata la bomba.

Pare che il problema della Terra dei Fuochi, come ci hanno fatto intendere, riguardi solo le province di Napoli e Caserta ma, ad esempio, consumare prodotti creati interamente in altre zone della Campania, come Salerno, può mettere in allerta?

Una cosa è la contaminazione, una cosa è la distribuzione del prodotto. Ci sono alcuni studi che sono stati fatti sulla contaminazione di alcuni territori c'è una mappa delle zone in cui i rifiuti sono stati sversati e da cui è partito il cancro o l'epidemia. Nel momento in cui questi prodotti verranno diffusi e smistati, si faranno i conti fra un anno, due anni, più in là, la gente che continua a mangiare questi prodotti avrà delle conseguenze in futuro.

Non ci sono dei nomi precisi, ma si sa in generale chi opera queste azioni illegali e nocive per gli uomini. Chi lo fa, agisce senza senso mettono a rischio anche la propria salute?

Loro hanno agito con superficialità. Mi sono ritrovato ad operare anche persone che si sono rese conto del danno che hanno fatto, ma lì per lì quando agivano non pensavano questo avrebbe avuto un effetto boomerang e si sono addirittura ammalate persone della famiglia di gente che ha commesso questi atti.

Alla luce di tutto ciò, lei come vive la sua quotidianità quando fa la spesa, sulla scelta dei prodotti alimentari della zona?

Io un anno e mezzo fa mi sono trasferito da Napoli, allo stato attuale vivo in Svizzera e proprio per questo tipo di situazione, per la scuola, per i bambini, ho fatto una scelta di vita. Lavoro 3 giorni a Napoli e 4 giorni all'estero e poi c'è stata una proposta di lavoro che non potevo rifiutare. E' stata quasi un'ancora di salvezza.

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