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L'A3 rischia di diventare un'emergenza nazionale

Dieci. Tanti anni sono passati dall'inizio dei lavori di ammodernamento dell'autostrada più martoriata d'Italia, la Salerno - Reggio Calabria. Se qualcuno, nel 1997, avesse previsto che nel 2007 ci sarebbero voluti altri 48 mesi per completare l'opera, probabilmente si sarebbe guadagnato una risata di scherno. Eppure è andata proprio così, con le promesse e le speranze, che hanno lasciato spazio alla preoccupazione di Alessandro Bianchi, Ministro dei Trasporti, "L'A3 rischia di diventare un'emergenza nazionale" avrebbe confidato a Prodi.

L'inferno a volte può essere anche un tratto autostradale, quello che collega Gioia Tauro alla città dello stretto: 50 chilometri che a partire da ottobre saranno interessati dai lavori dei "lotti 5 e 6", "interventi che dureranno non meno di tre-quattro anni" fanno sapere dall'Anas. Il risultato è uno scenario da incubo, una sola corsia per carreggiata, movimentazione delle merci ai minimi termini, trasporto su gomma impazzito, Calabria e Sicilia staccate dal resto d'Italia. Il ministro Bianchi in persona e il suo assistente Bruno Placidi stanno studiando da mesi un piano operativo da far scattare in caso di emergenza, ma serve denaro. Almeno 300 milioni. Cifra che al momento non è a disposizione e che sarebbe utilizzata per potenziare le alternative al trasporto su strada con l'utilizzo di treni, navi e aerei (impiegati soprattutto per il trasporto di merci facilmente deperibili).

"Se sulla A3 si ferma un veicolo dentro un tunnel sarebbe la fine", spiegano dal Ministero che chiede il rinvio dei lavori a Febbraio, ma la scelta dell'Anas corre in direzione opposta "Noi vogliamo completare l'opera nel 2011. Sono più di 50 anni che si discute dell'autostrada e del suo ammodernamento: se si vogliono concludere i lavori, bisogna sopportare qualche disagio. La corsia unica è stata già sperimentata nel lotto di Sicignano".

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