Excite

Lamberto Sposini, i legali accusano i medici Rai: "Incompetenza e ritardi, meglio se succedeva in strada"

  • rai

di Simone Rausi

28 telefonate ai soccorsi e 4 ore per intervenire chirurgicamente. Davvero troppo. Sono pesanti le accuse dei legali di Lamberto Sposini ai medici della Rai colpevoli – stando a quanto riferito dagli avvocati – di aver prestato soccorso troppo tardi. Un errore questo che sembra essere stato determinante per le conseguenze dell’ictus. A quanto pare sarebbero state effettuate ben 28 chiamate al 118 e il codice rosso sarebbe stato assegnato 25 minuti dopo la prima segnalazione. Umbria24 ha ricostruito l’intera faccenda dove atti ufficiali e registrazioni giocano un ruolo di prima importanza

.

Sposini e l’ictus: la famiglia denuncia Rai e medici

La prima telefonata ai soccorsi sarebbe inoltre stata fatta da una persona privata che non lavorava nel personale medico della Rai (pare si tratti di una persona del pubblico de La Vita in Diretta). Alla prima chiamata sarebbe stato assegnato un codice giallo e il codice rosso sarebbe infine stato assegnato solo alla quinta chiamata. Sotto esame ci sono i medici della Rai e ci si chiede se abbiano usato la diligenza e la prudenza dovuta.

Pare che il medico della Rai sia arrivato solo alle 14.32. Dalle registrazioni delle telefonate ai soccorsi emerge infatti una voce di donna che a quell’ora dice: “C’è qui il medico, è arrivato il medico della Rai gli sta dando l’ossigeno…le passo il medico?”. A quel punto il medico avrebbe detto: E niente credo sia un infarto si deve sbrigare vi dovete sbrigarvi c’è bava alla bocca quindi è pericolosissimo ….. forse non mi sono spiegato è un infarto ..… è urgenza assoluta è sennò mi muore qua sotto le mani”. A quanto pare la gravità della situazione, l’ictus, sarebbe stata nota solo nel corso della quindicesima telefonata delle 14.39. Il sanitario a bordo dell’automedica diagnosticava un sospetto ictus senza ancor visitato Sposini.

Ciò che emerge dagli atti è che “il sanitario dell’automedica aveva potuto ben comprendere che il malore del dott. Sposini derivava da una lesione cerebrale, dovuta forse all’ostruzione di un vaso, e dunque ad un ictus (in realtà il vaso era rotto e c’era già un’emorragia in corso, ndr.). Ciò conferma l’assoluta inescusabile superficialità ed imperizia con cui il dott. (omissis) prima, e la dott.ssa (omissis), subito dopo, hanno diagnosticato la malattia ed in conseguenza organizzato il soccorso”. Dalla registrazione di una chiamata tra un collega di Sposini e l’operatore del 118 emerge infatti che i medici che stavano arrivando in soccorso non erano stati informati che si trattasse di ictus. L’operatore del 118 diceva infatti: “ma dove l’hanno visto che è un sospetto ictus scusa? Che a noi non ci è arrivata manco n’informazione (omissis) c’è un medico sul posto col quale nessuno de noi è riuscito a parlà per cui è inutile che chiacchierano tanto (omissis) cioè da qua tutti quelli che hanno chiamato nessuno era il medico (omissis)”.

Diagnosi errate, incompetenza, ritardi nei soccorsi. È questo quello che denuncia la difesa di Sposini che, alla fine di tutto, conclude con il paradosso: “Meglio se succedeva in strada”.

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017