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L'amica fa sesso in stanza, chiede risarcimento al College

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Lindsay Blankmeyer, giovane studentessa universitaria americana, ha chiesto un risarcimento al suo Ateneo per non averla tutelata durante gli anni di studio trascorsi. La ragazza sarebbe entrata in depressione "con istinti suicidi e sindrome da deficit di attenzione" a causa della sua compagna di stanza, troppo incline ai piacere del sesso.

I problemi di Lindsay sono iniziati quando la sua convivente,Laura Sidla, assegnatagli obbligatoriamente dalla Facoltà, avrebbe cominciato a ricevere ragazzi facendo sesso a poi metri di distanza dal suo letto. Tutte le sere, il sesso sfrenato dell'amica, ma anche gli spettacolini hot organizzati per un pubblico online, hanno fatto entrare in depressione la querelante che questa settimana ha trascinato in Tribunale, il cattolico Stonehill College, in cui si è laureata nel 2011, chiedendo all'istituto del Massachusetts, un risarcimento di 150.000 dollari per le sofferenze psicologiche subite.

La Blankmeyer dopo numerose denunce ai dirigenti scolastici e tante richieste di trasferimento in una stanza singola, tutte puntualmente ignorate, è passata alle maniere forti. "L'istituto di Shonehill ha rifiutato la richiesta di una stanza singola e nelle settimane e nei mesi successivi Lindsay è caduta in una depressione molto forte ed è stata costretta ad allontanarsi dal college per farsi curare" si legge nella causa legale intentata.

L'Università respinge le accuse e descrive uno scenario totalmente diverso. I dirigenti raccontano di aver offerto più alternative per una soluzione conciliante, oltre a riferire che la studentessa "non ha mai rivelato al personale universitario che i suoi problemi derivassero dall’intensa attività sessuale della compagna di stanza".

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