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L'anniversario dell'assassinio di Libero Grassi

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Sono trascorsi 20 anni dall'assassinio dell'imprenditore Libero Grassi. Alle 7.45 del 29 agosto del 1991 Libero Grassi venne ucciso da cinque pallottole sparate dai killer di Cosa Nostra davanti al portone della sua casa di Palermo. L'imprenditore non si era piegato al racket del pizzo, alla 'protezione' dei boss, e anzi era andato in tv, aveva fatto sentire la propria voce attraverso i giornali e nei convegni, rivendicando, con coraggio, la sua scelta. La scelta di essere un uomo, un imprenditore, libero. Scelta che gli è costata cara, che la mafia non gli ha perdonato.

Sul quotidiano La Repubblica ecco le parole di Pina Maisano, vedova dell'imprenditore: 'Nel 2004, tredici anni dopo la morte di Libero, vedo sulle strade di Palermo degli adesivi con su scritto 'Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità'. Scritta nera su fondo bianco, nessuna firma, nessun logo. Mi chiama una giornalista e mi chiede cosa pensassi di quella frase, e ovviamente se ne conoscessi gli autori. Rispondo che non li conosco, ma che, se fossero stati dei giovani, li avrei adottati come nipoti miei e di Libero. Il giorno dopo citofonano al mio studio dei ragazzi e si presentano come miei nipoti'. A quel punto è nata l'associazione 'Addiopizzo', che poco più tardi ha lanciato l'iniziativa del consumo critico antimafioso, ovvero un bollino per ogni negozio antiracket 'certificato'.

In occasione del ventennale dell'omicidio del marito, per ricordare quest'uomo libero non solo di nome, ma anche di fatto, esce il libro-testimonianza 'Libero, l'imprenditore che non si piegò al pizzo'. Una raccolta di foto, poesie e lettere private, resa possibile grazie alla signora Maisano che ha deciso di rendere pubblici i ricordi più intimi e l'album di famiglia per ricordare quest'uomo coraggioso, questo 'cittadino onesto'. Il libro esce per Castelvecchi (pp. 126, euro 10), con una prefazione di Marco Travaglio ed è scritto da Chiara Caprì e Pina Maisano Grassi.

Ma la raccolta di memorie non è il solo omaggio a Libero Grassi. Questa sera alle 23.40 Rai2 manderà in onda il documentario 'Libero nel nome', dedicato da Pietro Durante all'imprenditore ucciso dalla mafia. E questa mattina a Palermo, in via Vittorio Alfieri, dove l'imprenditore tessile venne ucciso, si è svolta la cerimonia di commemorazione. A prendervi parte il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, il presidente onorario della federazione antitracket Tano Grasso, il sindaco di Palermo Diego Cammarata, l'assessore regionale Giosuè Marino.

Nel corso della cerimonia la figlia di Libero Grassi, Alice, ha rinnovato il manifesto posto sul muro di via Vittorio Alfieri e ha detto: 'Non vogliamo lapidi di marmo'. Sul manifesto si legge: 'Il 29 agosto 1991 qui è stato assassinato Libero Grassi, imprenditore, uomo coraggioso, ucciso dalla mafia e dall'omertà dell'associazione industriali, dall'indifferenza dei partiti, dall'assenza dello Stato'. La vedova dell'imprenditore ha poi affermato: 'Dobbiamo continuare con la nostra presenza attiva. Non dobbiamo mai dimenticare, ma sempre parlare e parlare e ricordarci i tre valori di Libero: lavoro, libertà dignità'.

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