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Latte tossico e cancerogeno in Friuli, 7 arresti: finiva nei formaggi e nei supermercati

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Ha le sembianze di una megatruffa ai danni consumatori e del mercato quella messa in atto dal marchio Cospalat, consorzio di allevatori del Friuli che produce latte per caseifici e punti vendita: il prodotto che finiva in commercio era in realtà latte tossico, contaminato da aflatossine, un fungo cancerogeno con ripercussioni sulla crescita dei bambini. Latte prodotto in Friuli e distribuito in Veneto, Toscana, e fino alle regioni del centrosud come Umbria, Campania e Puglia.

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L'indagine dei Nas di Udine ha portato all'arresto del leader del Cospalat del Friuli Venezia Giulia, Renato Zampa, finito in manette con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, all'adulterazione di sostanze alimentari e al commercio di sostanze alimentari pericolose per la salute. Insieme al patron del consorzio, altre cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari richieste dalla Procura di Udine, per l'ipotesi di reato di commercio di alimenti cancerogeni, nocivi e adulterati (quattro agli arresti domiciliari e uno con obbligo di dimora), mentre un'altra è attualmente ricercata. Gli indagati in totale sono 26, di cui 17 allevatori appartenenti al consorzio accusati di essere consapevoli di immettere in commercio latte contaminato.

Ci sono voluti sei mesi di accurate indagini per arrivare agli arresti delle ultime ore e ricostruire il meccanismo della truffa: il latte destinato ad alcuni caseifici che producono formaggi conteneva aflatossina, la muffa cancerogena e, ricorrendo ad un laboratorio compiacente, veniva diluito con prodotto non contaminato affinchè risultasse idoneo alle analisi operate dagli acquirenti. In alcuni casi è stata certificata anche la presenza di antibiotici.

Inoltre, latte proveniente anche da caseifici non certificati veniva ritirato da imprenditori agricoli associati al Cospalat della provincia di Udine, miscelato e trasportato ai caseifici di Selva del Montello (Treviso), Feletto Umberto (Udine) e Sacile (Pordenone): lì era destinato alla produzione del formaggio Montasio doc, in violazione del disciplinare che garantisce al consumatore le caratteristiche chimico fisico e organolettiche del prodotto.

Durante gli oltre sei mesi di indagini, partite nel maggio 2012 e concluse alla fine dell'anno, 1.063 forme di formaggio prodotto con latte contaminato sono state sequestrate dai carabinieri del Nas di Udine, che hanno anche scoperto partite di latte venduto come contenente Omega3, ma in realtà semplicemente diluito con acqua.

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