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Laura Carla Lodola, morta la donna segregata in casa a Pavia: pesava 20 chili, arrestato il compagno

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di Raffaele Natali

Vicenda da film horror quella che si è verificata a Pavia: Laura Carla Lodola, la donna ritrovata nella sua abitazione completamente denutrita e con un peso inferiore ai venti chili, è morta. Le responsabilità dell'accaduto sono da attribuire al convivente Antonio Calandrini, 60 anni, che avrebbe segregato in casa la donna per anni, riducendola in fin di vita. Il decesso è arrivato in ospedale nella mattinata di mercoledì.

La povera signora è stata ridotta ad uno scheletro, con capelli e unghie lunghissime, piaghe da decubito sparse in diversi punti del corpo: gli operatori del 118 intervenuti l'hanno definita una piccola mummia rattrappita.

Calandrini è stato interrogato per molto ore col fine di riuscire a capire il perché avesse fatto sì che la donna arrivasse in quello stato, senza far intervenire l'assistenza medica. Nella notte l'uomo è stato arrestato con l'accusa di sequestro di persona, abbandono di incapace e lesioni gravissime. Accuse che verranno certamente riviste, dato il decesso della donna.

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Un vicino di casa ha raccontato che in effetti qualcosa di strano era stato notato, con urla di donna tremende che provenivano proprio da quell'appartamento: "Due volte erano anche intervenuti carabinieri e polizia. Erano entrati in casa, avevano parlato con loro, li avevano calmati ed erano andati via. Ma i litigi e le urla erano continuate: sentivamo quasi sempre la voce di una donna. Dallo scorso mese di settembre abbiamo iniziato a sentire le voci di due donne ma non ho mai capito chi fosse la seconda".

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