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Laura Fernee, ricercatrice inglese troppo bella per lavorare: costretta a licenziarsi

  • dailymail.co.uk

In tempi di crisi, di lavori mantenuti con le unghie e con i denti e di mai sopite critiche nei confronti dei giovani italiani 'bamboccioni', la notizia che arriva dall'Inghilterra di una ricercatrice che ha dovuto licenziarsi perché troppo bella lascia perlomeno perplessi. Tanto più che adesso la disoccupata in questione si fa mantenere dai genitori e - a quanto pare - senza badare a spese.

A riportare la storia è The Daily Mail. Laura Fernee, laureata e con un dottorato in Science and Medical Research, nel 2008 viene assunta in un laboratorio a Londra, un posto da 30 mila sterline all'anno (circa 36 mila euro). Un impiego che per molti giovani italiani con le sue stesse competenze è a dir poco un miraggio e che, almeno all'inizio, rende molto felice anche Laura. Peccato che nel volgere di poco tempo, a causa della sua avvenenza e del fatto che nonostante sia bella è pure intelligente (sic), la brillante dottoressa si ritrovi a fare i conti con le avances insistenti dei colleghi e l'invidia delle colleghe. Una situazione così intollerabile da spingerla a dare le dimissioni.

"Non sono pigra e non sono un'oca", ha dichiarato Laura al quotidiano, "la verità è che il mio bell'aspetto mi ha causato parecchi problemi in ambito lavorativo e per questo sono arrivata alla conclusione che - almeno per il momento - lavorare non fa per me". Sempre stando alla versione dei fatti di Laura, "i miei colleghi maschi erano interessati solo al mio aspetto. Io volevo che riconoscessero le mie competenze e la mia professionalità, ma l'unica cosa che vedevano era la mia faccia e il mio corpo". Addirittura, "anche quando andavo al lavoro col camicie e senza trucco finivano tutti con lo starmi attorno per la mia naturale avvenenza. Non c'è stato modo di fermare la cosa".

Ora, senza esprimere giudizi su Laura, dalle sue parole traspare un tantino di autocompiacimento, più che di profonda tristezza per essere stata costretta a licenziarsi a causa di un ambiente maschilista e di colleghe che anziché aiutarla hanno fatto di tutto per metterle i bastoni tra le ruote: "Pensavano che fossi stata assunta perché ero carina e dunque che fossi stupida, così hanno iniziato a guardarmi male e - probabilmente per via della loro insicurezza - a essere gelose di me", ha dichiarato la ricercatrice. Ma non solo: "Quando hanno realizzato che nel mio lavoro ero brava, più di loro, mi hanno odiata ancora di più".

Lasciando perdere il fatto che, tra tante doti, sembra abbastanza chiaro che Laura difetti di altre come la modestia, l'empatia e la simpatia, il punto è che la ricercatrice oggi vive mantenuta dai suoi genitori. Da che si è licenziata 2 anni fa e che lei di anni ne ha 33. E soprattutto senza badare a spese. Laura abita vive a Notting Hill, uno dei quartieri più esclusivi di Londra, per la modica cifra di 2.000 sterline (2.400 euro) di affitto, e spende ogni mese 1.500 sterline (1.800 euro) in vestiti e 700 (850 euro) in parrucchiere. Una cifra di tutto rispetto, cui si devono aggiungere 80 sterline (95 euro) per ogni volta che va in palestra e altre 1.000 (1.200 euro) di spese per "la socializzazione". E allora, va bene che i suoi genitori - Catherine (65) e Alan (70) - hanno ricevuto un'eredità dal nonno di Laura, ma visto che a sentire lei non è un problema di competenze e in Inghilterra di lavoro ce n'è, perché non prova a cercarsene un altro? Magari anche in un settore diverso, come la moda o il cinema, dove la sua bellezza non sarebbe un intralcio, anzi.

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