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Lavoro, il posto fisso? Una chimera

Nel mondo del lavoro odierno la parola d'ordine è flessibilità. Il posto fisso sta diventando sempre più una chimera. Senza andare tanto lontano nel tempo, solo sei anni fa i giovani che entravano in azienda con un contratto a tempo indeterminato erano il triplo. Oggi la modalità di inserimento è lo stage.

Gidp, l'associazione di responsabili delle risorse umane che coinvolge 2490 direttori di area, ha svolto un'indagine dalla quale è emerso un quadro molto diverso da quello di qualche anno fa per quanto riguarda i giovani e il mondo del lavoro. I pochi che vengono assunti oggi guadagnano tra i 22mila e i 26mila euro e la retribuzione migliore si ha nel settore chimico e farmaceutico.

L'indagine ha mostrato che le aziende non impiegano più tanto tempo nelle ricerche dei neolaureati, probabilmente anche perché di candidati ce ne sono molti. Del resto sembra che siano più le persone che cercano lavoro rispetto ai posti disponibili. Per cercare il loro candidato le aziende si rivolgono soprattutto agli uffici di placement universitari, circa il sedici per cento valuta i curricula che arrivano attraverso le candidature spontanee, ma i responsabili delle risorse umane non ritengono che questa modalità sia la più efficace. Cominciano ad essere però presi in considerazione i siti internet specializzati nella pubblicazioni di annunci e recruiting.

I titoli ritenuti maggiomente spendibili continuano ad essere economia ed ingegneria, anche se rispetto agli anni passati risultano un po' indeboliti. La conoscenza delle lingue straniere, una certa disponibilità alla mobilità territoriale, la motivazione del candidato e la rapidità con cui si raggiunge il titolo di laurea sono fattori che suscitano particolare interesse nel datore di lavoro.

Secondo quanto emerso dall'indagine, nell'ultimo anno il 38 per cento delle imprese campione ha assunto oltre la metà dei neolaureati in stage; mentre il sedici per cento non ne ha assunto nessuno. Nel 30 per cento dei casi chi supera con successo il periodo di stage si vede proporre un contratto a tempo determinato, il 17,45 per cento un contratto di inserimento sarà offerto e la stessa percentuale un contratto di apprendistato professionalizzante e sempre il 17,45 per cento un contratto a tempo indeterminato. Amministazione, finanza e controllo sono le aeree che mostrano maggiore dinamismo occupazionale per chi esce dagli atenei.

Foto: gazzettadellavoro.com

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