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Le barzellette sugli europei rivelano come gli italiani vedono il mondo

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Essere differenti senza restare indifferenti. Parte da questa consapevolezza Romain Seignovert, francese di 29 anni, autore del blog “Europe is not dead”. Le sue riflessioni hanno fatto il salto dalla rete, hanno incontrato l’ironia, e sono finite dritte dritte in mezzo alle pagine di un libro in cui si diverte a raccontare l’Europa attraverso le barzellette.

Perché non c’è migliore arma della risata per parlare di cose serie. “De qui se moque-t-on?»” (“Chi prendiamo in giro?”) è una raccolta di 345 barzellette degli europei sugli europei. Ciascun popolo è preso in giro per indole e abitudini: “Siamo una comunità grande e diversificata, con una storia secolare e piena di alti e bassi. Ma prendersi gioco l’uno dell’altro è, in fondo, un segno di affetto, ridere del proprio vicino indica che non si è indifferenti, che si riconoscono le proprie peculiarità. E le battute sono, in alcuni casi, volgarotte, ma quasi mai davvero feroci”, dice l’autore.

Così, i tedeschi se la prendono con i polacchi che considerano ladruncoli (“Quando arriva il Natale in Polonia? Due giorni dopo che in Germania”); gli inglesi deridono gli scozzesi famosi per avere il “braccino” corto ("Un inglese, un irlandese e uno scozzese danno una festa. 'Io porto sei pinte di bitter', dice l’inglese; 'io sei di Guinness', dice l’irlandese. 'Ok', dice lo scozzese, 'io porto sei amici'”).

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E gli italiani? Fanno eccezione e, invece di sbeffeggiare i vicini, fanno auto-ironia da “Tua moglie ieri ha fatto una battuta talmente bella che mi ha fatto rotolare fuori dal vostro letto!" a “Come si capisce che Gesù era italiano? Facile: solo un italiano resta in casa con i genitori fino a 30 anni, pensa che sua madre sia vergine, e secondo la madre è Dio”. L’auto-ironia ci salverà?

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