Excite

Le intercettazioni di Schettino sulla Concordia: "Ho fatto un casino"

  • Infophoto

E’ stato il quotidiano La Stampa ad anticipare oggi il contenuto della perizia suppletiva sulla scatola nera della nave Costa Concordia, in corso in questi giorni: dall’analisi degli esperti sono emersi nuovi dettagli dalle conversazioni del comandate Francesco Schettino immediatamente successive all’incidente di fronte all’Isola del Giglio.

La tragedia, che ha fatto 32 vittime lo scorso 13 gennaio, è al centro di un’inchiesta della Procura di Grosseto in cui sono indagati, per concorso in omicidio colposo, anche i vertici della Costa Crociere. Oltre a lui, il personaggio quasi farsesco alla guida della nave: agli arresi domiciliari nella sua residenza di Meta di Sorrento, Schettino è accusato di disastro colposo, omicidio plurimo e abbandono della nave.

Nuovi dettagli emergono oggi sulla dinamica dei fatti: le prime trascrizioni della perizia ordinata dagli inquirenti, che sarà depositata la prossima settimana, ricostruiscono le fasi cruciali dell’incidente e contengono elementi necessari per ricostruire il mosaico delle responsabilità e capire quando è scattata per il comandante la consapevolezza del disastro.

Poco dopo l’urto con lo scoglio si attivano le comunicazioni tra la plancia di comando e la sala macchine, recuperate dalla scatola nera: dialoghi cruciali per capire perchè l’evacuazione sia stata decisa solo 45 minuti dopo l’urto. Francesco Schettino, che ha preso il comando da 5 minuti, alle 21.45 di quel 13 gennaio, un minuto dopo aver colpito lo scoglio, si lascia andare ad un’inequivocabile esclamazione in dialetto napoletano: "Madonna ch’aggio cumbinato". Seguito dal rimorso del maître Antonello Tievoli: "Mi sento in colpa", esclama, riferendosi all’inchino di fronte al Giglio.

Le intercettazioni di Schettino sulla Concordia: guarda il video

Ai fini del processo, il passaggio più importante delle conversazioni di Schettino sembra essere quello delle 21.51, quando il comandante appare già perfettamente consapevole della gravità della situazione. Rivolto al Manager delle emergenze di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, dice: "Roberto, ho fatto un casino". Ciò nonostante, non viene lanciato l’allarme, ma semplicemente una comunicazione ai passeggeri di un black out elettrico, una bugia che è la stessa della versione fornita alla Capitaneria di Porto di Civitavecchia: "Abbiamo fatto un black out, stiamo valutando... al limite ci mandino un rimorchiatore".

Da allora passa mezz'ora nel tentativo di salvare la situazione, ma è ormai evidente che Schettino è in totale confusione: dalla sala macchine arrivano informazioni frammentate sullo stato dell’allagamento, finchè è l’ufficiale di coperta Martino Pellegrini a dare l’ordine di abbandonare la nave.

Intorno alle 23, invece, Schettino parla al telefono con la moglie Fabiola e sostiene di essere in grado di salvare la situazione, ma sa già di non poterne uscire a testa alta: "Fabì, ho finito la mia carriera di comandante. Abbiamo urtato su un basso fondale, la nave si è inclinata, ma sto facendo una bella manovra... è tutto sotto controllo".

Poi l’ultima telefonata a Ferrarini, alle 23.11, con la paura per le conseguenze: "Cosa dico alla stampa? No, no alla stampa... alla Capitaneria ho detto del black out... la verità..." Il canale all news Tgcom 24 ha mandato in onda in esclusiva l’audio delle conversazioni tra Schettino e i suoi uomini sulla Costa Concordia.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017