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"Le penultime parole famose", i vip si scrivono la lapide

Curato dalla giornalista di Raitre Elsa Di Gati e pubblicato dall'editore Tullio Pironti, il libro "Le penultime parole famose" raccoglie gli epitaffi autodettati da 47 noti personaggi italiani.

Per Fausto Bertinotti la frase più adatta è quella ascoltata nel 1964 dal vicesegretario della Cgil Ferdinando Santi:"Sono un uomo di grandi ambizioni. E allora vorrei che un giorno un bracciante del Sud o un operaio del nord di questo Paese, pensando a me, possa dire: 'Fernando? Quello era uno dei nostri'. La penso come lui".

Franco Califano ha optato per una frase che lascia spazio alla voglia di non rasseganrsi all'inevitabile: "Faccio un salto dall'altra parte per accertarmi dell'esistenza di Dio, se è tutto vero mi rifarò 'vivo'". Di segno opposto le parole di Paolo Villaggio: "Finalmente! Non ne potevo più. Non sono mai stato un depresso, ma la colpa è solo vostra".

Massimo Dapporto ha scelto una frase da vero attore: "Ultima replica". Per Marina Tagliaferri, invece, le parole più adatte sono: "La prossima volta voglio leggere il copione prima..."; per Alain Elkan il pensiero è ai suoi cari: "Ho amato la mia famiglia"; per Teddy Reno, infine, non c'è vita e non c'è morte senza la sua amata moglie e si chiede: "Ma Rita dov'è?".

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