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Le sorelle d’Italia di Calzedonia fanno discutere

Calzedonia centra l'obiettivo e, proponendo uno spot in cui rilegge l'inno di Mameli adattandolo al femminile, fa parlare di sè nel mondo istituzionale attirando l'attenzione..

Il discusso spot di Calzedonia

Nello spot si vedono immagini di donne che, tra calze e collant, si rilassano o svagano mentre una voce femminile intona le parole dell'inno d'Italia rilette al femminile e alla fine appare una dedica: "a Italia, Vittoria, Laura e tutte le altre".

"Lo spot rappresenta un omaggio che Calzedonia dedica a tutte le donne attraverso un'inedita interpretazione al femminile dell'Inno", fa sapere l'agenzia pubblicitaria Saatchi&Saatchi, "dove i termini Italia e Vittoria vengono fatti rivivere per la prima volta con il significato di nomi di donna. Un messaggio forte che fa appello alle infinite risorse delle donne".

"Più che usare l'inno nazionale distorto per fare pubblicità, bisognerebbe fare pubblicità all'inno nazionale", ha commentato il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli.

Romano La Russa, coordinatore del Pdl lombardo, ne ha chiesto l’immediata sospensione: "oggi più che mai è necessario ritrovare l’orgoglio e il rispetto dell’essere italiani, di appartenere ad una nazione e ad una cultura che vanno difese. L’inno nazionale è un simbolo di questa unità, dell’italianità, rappresenta il sacrificio di tanti italiani, uomini e donne che si sono immolati per la Patria. Invito l’Authority delle Telecomunicazioni a far rispettare la legge e ritirare lo spot che insulta l’inno, che insieme alla nostra Costituzione e alla bandiera è un emblema dello Stato".

"Bisognerebbe evitare di mescolare il commercio con l'Inno d'Italia, che va sempre rispettato", tuona Maurizio Gasparri.

Parole che non hanno alcun senso legale perchè la legge italiana non vieta di utilizzare l'inno di Mameli a scopi diversi da quelli celebrativi e dunque la pubblicità di Calzedonia è legittima e inattaccabile sotto ogni profilo giuridico.

Che poi se ne voglia discutere la bellezza e/o l'originalità, il discorso è tutto diverso; così come comprendere che uno spot nasce per vendere e che, dando adito a polemiche di questo tipo, non si fa altro che rafforzare il marchio.

A tutto beneficio, sia chiaro, di chi produce e deve vendere e non dell'italiano medio solitamente indifferente a questo tipo di sollecitazioni.

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