Legge elettorale, Berlusconi: "Via il ddl Gentiloni o non tratto"
In merito alla riforma elettorale Berlusconi ha spiegato che "la governabilità è cosa necessaria e lo sbarramento più elevato è meglio è: uno sbarramento del 5% è il minimo che si deve avere". Non solo, il presidente di Fi ha parlato in modo entusiasta del modello francese e ha bocciato il modello tedesco "sarebbe un ritorno indietro al passato". Secondo Berlusconi è necessario eliminare il frazionamento "che rende impossibile governare, espone i grandi partiti ai ricatti delle ali estreme e - ci rende ridicoli agli occhi del mondo". Il leader di Fi ha poi confessato di contare molto sull'intervento del segretario del Partito democratico, Walter Veltroni. "Siamo a un passo dall'accordo - ha sottolineato Berlusconi - non posso dire se ci riuscirà, spero ardentemente che ci riesca".
Le reazioni alle parole del Cavaliere non si sono fatte attendere. "La riforma tv deve andare avanti senza accordi sotto banco", ha replicato lo stesso ministro Gentiloni. Secondo il vicesegretario del Pd, Enrico Franceschini, è impensabile pensare a uno scambio tra "le cose che ci siamo impegnati a fare per il Paese e il dialogo sulla legge elettorale". Della stessa idea sono il minitro della Difesa, Arturo Parisi, secondo il quale "tornare al proporzionale è già enorme, accettare la resa al conflitto d'interessi è decisamente troppo" e il ministro della famiglia, Rosy Bindi, che ha detto: "Non si può accettare alcuna moratoria sulla riforma Gentiloni e il conflitto d'interesse in cambio di un accordo sulla legge elettorale".
L'intervento di Silvio Berlusconi in merito alla riforma elettorale è stato accolto con favore dal leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, che ha così commentato: "È doppiamente positivo per la sua contrarietà al sistema elettorale tedesco, che lascia ai partiti le mani libere prima e dopo il voto, e per il suo ribadito sì al sistema elettorale francese, il semipresidenzialismo, da sempre scelta privilegiata di An". Mentre le parole del Cavaliere riguardo al ddl Gentiloni sono state addolcite dal portavoce, Paolo Bonaiuti, che ha spiegato: "Il progetto anti-Mediaset del ministro Gentiloni rimane sì un obbrobrio giuridico e una operazione distruttiva, ma mai nessuno ha tirato né tirerà in ballo in questo tentativo di dare al nostro Paese un sistema di voto ampiamente condiviso".











