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Leonardo, il bambino di Padova prelevato dalla Polizia: le polemiche

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Sta animando un acceso dibattito il video-shock di un bambino prelevato da scuola con la forza da agenti di polizia: le immagini girate a Padova sono state trasmesse dalla trasmissione Rai3 Chi l’ha visto, che ha raccontato la difficile situazione di Leonardo, un ragazzino di soli 10 anni costretto a trasferirsi in una casa famiglia dopo il divorzio dei genitori.

Leonardo prelevato con la forza dalla polizia: guarda il video

Una storia difficile fatta di maltrattamenti e circostanze familiari drammatiche, che è sfociata in un atto di forza scandaloso: sul web e non solo, è montata la protesta contro le modalità con cui il piccolo è stato portato via da scuola trasferito in una struttura protetta, su ordine del Tribunale dei minori di Venezia. Le immagini shock trasmesse da Chi l’ha visto mostrano Leonardo prelevato con la forza, afferrato per le spalle e le caviglie e trascinato fuori dalla sua scuola elementare, sotto gli occhi di compagni e maestre. Nessuna pietà per le sue lacrime, per le urla strazianti e le richieste di aiuto: il bambino è stato caricato di peso sulla volante. Il tutto alla presenza del padre, che era in compagnia delle forze di polizia, di un medico e di un assistente sociale.

Il video è stato girato da una parente del bambino presente al momento del prelievo, probabilmente la stessa persona a cui il piccolo gridava disperato "aiutami zia". Un atto di forza inconcepibile, perché operato su un bambino di soli 10 anni, già costretto a subire le conseguenze di una famiglia allo sfascio e ora allontanato con violenza anche dai soli aspetti di normalità della sua vita, come la scuola e gli amici.

Possibile che gli agenti non abbiano avuto altra scelta che mettere in scena una coercizione simile? La spiegazione addotta dalla Polizia non convince, per il semplice fatto che non giustifica la brutale mancanza di tatto nel trattare il caso già di per sé problematico: secondo un comunicato ufficiale delle autorità di pubblica sicurezza, già diverse volte gli agenti avevano cercato di attuare l’ordinanza del Tribunale, che prevede l’attribuzione della patria potestà sul piccolo soltanto al padre e il contestuale affidamento ad una casa famiglia. Ma a quanto pare Leonardo era sempre riuscito a nascondersi o a sfuggire agli assistenti sociali: questo avrebbe portato ad optare per una specie di blitz in pieno giorno nella scuola elementare Cornaro di Cittadella a Padova.

Dopo la diffusione delle immagini sconcertanti, la madre del bambino è intervenuta nel programma Mattino Cinque per spiegare la sua versione dei fatti. La donna sostiene che al bambino sia stata diagnosticata una particolare sindrome da alienazione genitoriale. La madre avrebbe determinato il peggioramento dei rapporti del bambino con il padre e su questa base si è deciso di trasferire Leonardo in comunità: "La Corte d’Appello ha emesso il decreto sulla base del fatto che al bambino era stata diagnosticata la PAS – ha dichiarato la donna dicendosi indignata per il prelievo forzato del figlio - Secondo la PAS, se il bambino non viene prelevato dalla famiglia materna e resettato in un luogo neutro, come una sorta di depurazione, non potrà mai riallacciare il rapporto con il padre. Tutto questo in base ad una scienza spazzatura che arriva dall'America. In Italia ci sono modi più civili per far riallacciare i rapporti tra padre e figlio. Il bambino vedeva suo padre in incontri protetti una volta alla settimana". Poi la donna ha dichiarato di non aver avuto neanche la possibilità di vedere il figlio: "Sono andata nella casa famiglia con il pediatra e ho chiesto che il bambino venisse visitato, ma non mi è stato permesso".

Le riprese stanno scatenando l’indignazione generale: già in mattinata genitori dei compagni di classe di Leonardo hanno manifestato in segno di protesta davanti alla scuola elementare di Padova. E si fanno sempre più pressanti gli auspici di una presa di posizione sul comportamento degli agenti protagonisti della vicenda, ma soprattutto si avanzano inquietanti interrogativi sulle conseguenza psicologiche che il piccolo dovrà affrontare dopo essere stato strappato così brutalmente dalla sua realtà.

Secondo il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, il caso è montato per colpa della famiglia: "È stata una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa" ha dichhirato, sostenendo che l'intervento degli agenti è stato richiesto dal padre del bambino affinchè riuscissero a farlo salire in auto.

Ma il caso di Leonardo è già arrivato in Parlamento, con l'annuncio di due interrogazioni da parte dell'Italia dei Valori e della Lega. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha avanzato una richiesta di "urgenti e tempestivi chiarimenti al capo della polizia Antonio Manganelli" sull'episodio, con l'invito a mettere in atto tutte le azioni necessarie per appurare errori e responsabilità: "I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l'accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile - si legge nella nota ufficiale del Senato - Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti".

Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia: "Anni di lavoro per affermare i diritti universali dei Minori buttati al vento proprio da quanti sono preposti al controllo della loro applicazione" afferma Marziale in una nota, invitando il capo della polizia a "provvedere all'individuazione degli uomini che hanno eseguito quanto disposto dalla magistratura, ma in spregio alla Dichiarazione Universale sui Diritti del Fanciullo, e intraprendere provvedimenti volti a risarcire il danno emotivo irreversibilmente e indiscutibilmente cagionato al piccolino".

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