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Liberate Vanessa e Greta, le cooperanti italiane rapite in Siria. Polemiche sul presunto riscatto

Vanessa Marzullo e Greta Ramelli sono state finalmente liberate. Le due cooperanti, rispettivamente 21 e 20 anni, erano state rapite lo scorso 31 luglio in Siria, dove erano arrivate per la seconda volta in poco tempo, seguendo un progetto chiamato Horryaty, che cerca di dare assistenza sanitaria alla popolazione civile siriana, devastati da anni di guerra civile.

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, italiane rapite in Siria: ansia per la sorte delle due ragazze

Le due ragazze, arrivate in Siria, nei pressi di Aleppo, sotto la “tutela” di una delle formazioni rivoluzionarie impegnate nell'opposizione al regime di Bashar al-Assad, probabilmente sono state vendute più volte e passate nelle mani di numerosi gruppi di ribelli, come scrive Internazionale. Quindi, episodio culmine, un video diffuso il 31 dicembre 2014 e rivendicato da Jabhat al Nusra, gruppo satellite di Al Qaeda, in cui le prigioniere chiedevano l'aiuto del governo italiano facendo capire di rischiare l'uccisione. A dare l'ufficialità della liberazione è stato, su Twitter, il vice-ministro degli Esteri Lapo Pistelli.

Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, l’appello delle cooperanti in Siria a 5 mesi dal rapimento: video

VANESSA E GRETA: GAFFE DELL'ON. DADONE (M5S), MENTRE LA BOSCHI ANNUNCIA ALLA CAMERA LA LIBERAZIONE

E mentre dall'Aula della Camera si è levato un grande applauso quando il ministro Maria Elena Boschi ha comunicato la lieta notizia di Greta e Vanessa liberate, è partita subito la polemica sul presunto riscatto pagato nella trattativa. Ad aprire le danze, come sempre sui social, Matteo Salvini: "Se veramente per liberare le due amiche dei siriani il Governo avesse pagato un riscatto di 12 milioni, sarebbe uno schifo!"

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