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Liberato Ethan, il bimbo sequestrato da sette giorni. Ucciso il rapitore

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E' finito dopo sette lunghi giorni l'incubo di Ethan, il bambino di cinque anni rapito in Alabama e tenuto in ostaggio in un bunker: il piccolo è stato liberato dopo un'azione di polizia in cui il suo carceriere è rimasto ucciso. Una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso l'America intera sin da quando, una settimana fa, Jimmy Lee Dykes, 66 anni, ha fatto irruzione su uno scuolabus armato di pistola, minacciando di uccidere tutti i passeggeri: l'uomo ha poi freddato l'autista che cercava di farlo scendere e ha rapito il piccolo Ethan, rinchiudendoso nel sotterraneo della sua casa di Midland City.

Da allora la polizia ha intrapreso una negoziazione con Dykes, i cui dettagli non sono stati resi noti, visto che l'Fbi hanno imposto il silenzio stampa sulla vicenda. Il timore per la sorte di Ethan era altissimo: nel bunker in cui era stato rinchiuso, secondo gli agenti, era presente anche un televisore. Dunque qualsiasi informazione avrebbe potuto suscitare la reazione del sequestratore. Motivo per cui è stato imposto ai media il silenzio su questa vicenda.

Della prigionia del piccolo Ethan si sa che è stato tenuto in ostaggio in un bunker di tre metri per due, collegato con l'esterno solo attraverso un un tubo di gomma lungo alcuni metri. Una costruzione che Dykes ha tirato su da solo negli anni e che dovrebbe servire a proteggere il mondo da un'imminente apocalisse. Grazie al tubo che comunica con l'esterno è stato possibile inviare ad Ethan le medicine necessarie a tenerlo in vita: la sua malattia aveva fatto temere il peggio (è affetto da sindrome di Asperger), ma adesso il piccolo è in buone condizioni di salute. E' stato portato in ospedale per dei controlli, ma ha subito mostrato di non aver riportato conseguenze evidenti dal sequestro.

Il blitz per liberare il bambino è stato deciso dall'Fbi perchè le trattative non avevano avuto alcun esito e il carceriere era parso sempre più irascibile: sarebbe stata un'operazione piuttosto veloce, che ha visto la polizia federale agire insieme al Pentagono. Sul posto sono arrivati specialisti del genio e delle forze speciali, equipaggiati di apparati sofisticati per esaminare il terreno, la tecnologia per scoprire trappole esplosive e un piccolo drone. Gli agenti hanno fatto irruzione nel bunker dopo aver gettato dal tubo di gomma due piccoli esplosivi per distrarre Dykes. Non è chiaro se l'uomo sia stato ucciso o si sia tolto la vita.

La storia del suo carceriere è quella di un superstite di guerra, arruolato in aeronautca tra il 1964 e il 1969: Dykes prese parte alla guerra del Vietnam conquistando diverse onoreficenze e tornato in America, si ristabilì nella sua terra natale, l'Alabama. Qui ha preso parte ad una setta contro il governo americano: secondo questo gruppo di fanatici, la Casa Bianca starebbe nascondendo ai cittadini che Stati Uniti sono alla vigilia di una catastrofe nucleare. Un evento che cambierà per sempre il volto dell'America e del mondo e di fronte dal quale solo chi è preparato si salverà: ecco perchè Dykes aveva costruito questo bunker riempendolo di generi di prima necessità. Ora che il silenzio stampa è cessato, l'Fbi potrà spiegare i lati ancora oscuri di questa vicenda.

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