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Lo sfogo di Pecoraro Scanio: "Problema politico"

Pecoraro Scanio non ci sta. Dopo l'annuncio della mozione di sfiducia nei suoi confronti, al voto mercoledì in Senato, il ministro dell'ambiente replica in un'intervista e attacca molti dei protagonisti della scena politica attuale. In pochi si salvano e, afferma, la crisi è dietro l'angolo: "Abbiamo colpito interessi così forti che ce la vogliono far pagare. Dell'emergenza rifiuti non gli importa niente: è la testa di Prodi che vogliono". Avvisa: "Siamo al momento della verità. I tempi sono stretti ma ormai la situazione non è più rimediabile. Il presidente del consiglio dovrà fare tutte le sue verifiche per trarre le conclusioni".

"Prima di mercoledì voglio sentire che tutto il centrosinistra appoggia la mia politica ambientale. Altrimenti non si arriva nemmeno al voto". Pecorario è categorico, perde per un attimo il sorriso e l'ironia che lo contraddistinguono e s'inalbera, primo bersaglio Dini e diniani: "E' assurdo che esponenti del centrosinistra vadano appresso alla propaganda berlusconiana associandosi all'opposizione".

Problema politico: "Dopo gli ultimatum di Dini e di Mastella, e l'uscita di Veltroni che non ci vuole più come alleati, il problema è politico. Ci chiediamo e chiederemo a Prodi di verificare prima del voto di mercoledì se c'è ancora una maggioranza che sostiene un governo dell'Unione. Il problema non è più quello dei rifiuti o il ministro dell'Ambiente. Ogni cosa diventa uno strumento per cercare di affossare Prodi. Allora è giusto che si capisca chi ci sta e chi no".

L'esempio Mastella, dimissioni?: "E perché? Io non sono certo sotto inchiesta, ma attaccato dall'opposizione che non chiede le dimissioni di Cuffaro, condannato a cinque anni. Francamente non ho proprio ipotizzato le dimissioni perché non mi ritengo assolutamente responsabile. In questi giorni sto lavorando per risolvere il problema dei rifiuti e giovedì scorso ho firmato un accordo con l'Anci per inviare in Campania 60 esperti per la raccolta differenziata per aiutare De Gennaro. E' ovvio però che se ci fosse la rottura e il problema venisse dal fatto che la coalizione non crede nelle scelte ambientaliste, allora il problema non sarebbero più le mie dimissioni, ma la chiusura dei rapporti. Se non ci fossero le condizioni per i verdi di continuare la battaglia contro affaristi e camorristi, io non resterei un minuto di più a fare il ministro dell'ambiente".

Errori?: "Dovevamo essere ancora più rigorosi con i nostri alleati e la nostra coalizione, ancora più netti. Come ministro dovevo chiedere a Prodi di avere poteri straordinari per imporre la raccolta differenziata. Solo ora ho ottenuto che si commissarino i Comuni che non la fanno".

Si salva solo Prodi: "Ha sempre condiviso tutto quello che ho fatto. E' l'unico che può riprendere in mano la situazione e verificare se c'è ancora una maggioranza".

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