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L'Observer e la politica italiana sui rom: il mondo ci vede così

Un articolo dell'Observer dal titolo "Perché gli italiani ci odiano?", dedicato alla politica italiana in fatto di rom e immigrazione, ci definisce un Paese che ha "dichiarato guerra" a questa etnia, costretta a subire provvedimenti come l'essere schedati tramite impronte digitali.

Il titolo dell'articolo prende spunto dalla dichiarazione di Miriana Djeordsevic, la madre delle due bambine rom morte sulla spiaggia di Torregaveta, a luglio, rimaste cadaveri sul bagnasciuga per ben tre ore tra l'indifferenza dei bagnanti.

L'analisi dell'Observer parte dal campo nomadi di Secondigliano, dove vivevano le due bambine, Cristina e Violetta: qui, il giornalista inglese, Dan McDougall, ha cercato di capire come vivono i rom la politica italiana che cerca di censirli e schedarli con l'intento di fornire un'istruzione ai più piccoli. Ne viene fuori una situazione di "selezione" che rischia di degenerare in derive fasciste: come spiega Francesca Saudino, della onlus OsservAzione, "Un terzo dei bambini napoletani non va a scuola, ma nessuno prende loro le impronte".

Il governo italiano ne viene fuori davvero in maniera impietosa: Umberto Bossi viene definito il leader di "un piccolo partito di ex fascisti", Calderoli "ricordato per la sua apparizione in tv con una maglietta con su una caricatura del profeta Maometto", Maroni criicato per aver "giustificato" il rogo di un campo nomadi dopo il tentativo di rapimento di una bambina da parte di una donna rom. Il giornale non risparmia nemmeno Giuliano Ferrara, reo di insistere sul fatto che "non esiste una persecuzione etnica in Italia".

L'articolo termina come era iniziato, con le parole di Miriana Djeordsevic, la quale rivendica una parità troppo spesso paventata solo a parole: i fatti riguardanti la sconcertante morte delle sue figlie sembra darle ragione.

 (foto Repubblica)

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