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Lost

Da My(?) ad Allora sia buon viaggio: quattro anni sono tanti per ogni band, figuriamoci per una giovanissima come i Lost. Oltre tutto siete al terzo disco: stessa strada o si cerca di svoltare?
Il nuovo disco rappresenta quello che i Lost sono ora. Ogni brano è un tentativo da parte nostra di creare un colore diverso rendèndo così il disco variopinto e facendo assaporare diversi sapori. La gente è molto attenta e si accorge subito dell’autenticità di quello che proponi. Noi ci siamo messi a nudo, scrivendo e suonando quello che in questo momento sentiamo di dover buttar fuori. Non c’è mai l’intento di cambiare rinnegando ciò che c’è stato prima. C’è più una voglia di cambiare per mettersi in gioco e capire fino a dove possiamo spingere le nostre emozioni e la nostra musica. Best Italian Act agli Mtv Europe Music Awards 2009 : secondo la rete della musica siete il meglio che c’è in Italia. Che responsabilità sentite verso pubblico, critica e verso voi stessi?
Come dici tu la responsabilità è più versi noi stessi perché siamo noi i primi critici. Non penso che i Lost rappresentino il meglio che c’è in Italia, ma rappresentano una parte della musica che si può trovare qui. Noi facciamo quello che ci sentiamo ma nel nostro paese ci sono tantissimi artisti con un grande talento e aspettano solo un’occasione. Il vostro rapporto con la Rete, al di là delle origini su MySpace, è da sempre molto forte: sareste mai esistiti se non ci fosse stata internet?
Internet è stato un grande trampolino di lancio ma se non fosse esistito avremmo trovato altre strade, perché siamo una band alla quale non piace rimanere con le mani in mano. Ricordo quando andavo ai concerti a distribuire le nostre demo nella speranza che qualcuno credesse in noi. Come giudicate il fenomeno delle teen-band, di cui in qualche modo fate parte? È un ambito che vi sta stretto – pur avendo decretato il vostro successo – oppure cercate un modo di far crescere i vostri fan insieme a voi?
Un artista quando scrive una canzone non pensa a chi sarà indirizzata ma lo fa perché la sente e gli piace. Il nostro obiettivo negli anni sarà di far arrivare la nostra musica a un pubblico sempre più vasto senza distinzioni d’età. Marasma-talent show: come vi muovete fra amici e fattori? Avreste mai partecipato a un programma del genere?
I talent show rappresentano un’altra strada per arrivare ad uno stesso sogno. Noi ne abbiamo scelta un’altra e ne siamo contenti. Qual è la cifra del nuovo disco? Voglio dire il vostro segno di riconoscimento musicale, quel che credete lo distingua dai precedenti album. A me pare di aver notato un’attenzione alla melodia, a costruire pezzi più vari e movimentati.
Ciò che lo contraddistingue dagli album precedenti è la crescita che abbiamo avuto in questi anni di tournee,abbiamo studiato e capito quali sono le nostre potenzialità. Ogni minimo particolare è stato curato. Come vi vedete fra dieci anni? Ancora in sella oppure dediti ad altre imprese, musicali e no?
La musica è l'unica cosa che ci permette di essere noi stessi. Perciò spero di vedermi ancora sopra a un palco a fare quello che amo di più.

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