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Luca Giustini confessa l'omicidio della figlia Alessia: "Una voce interiore mi ha detto di ucciderla"

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Ha confessato l'omicidio della piccola Alessia di fronte al Gip: Luca Giustini, il ferroviere 34enne di Ancona che domenica scorsa ha accoltellato la figlia di 18 mesi, per la prima volta ha ammesso le sue responsabilità.

Luca Giustini uccide a coltellate la figlia di 18 mesi: tragedia familiare ad Ancona

"Sì, Alessia l'ho uccisa io" ha confermato l'uomo interrogato dal giudice per le indagini preliminari Carlo Cimini, che ne ha convalidato l'arresto. Di fronte al magistrato Giustini ha dichiarato di essere stato spinto da "una voce interiore" ad accoltellare la piccola mentre era da solo in casa con lei. "Una voce interiore mi ha detto di farlo" ha detto al Gip confessando il delitto.

Per il momento l'uomo resta ricoverato nel reparto di Psichiatria sotto terapia farmacologica e piantonato a vista: le sera del delitto, infatti, è stato colpito da un collasso e trasportato all'ospedale di Ancona.

La confessione di Giustini arriva dopo il ritrovamento tra i suoi effetti personali di alcuni foglietti con messaggi confusi e deliranti, in cui si accennava al fatto che Dio gli avesse chiesto di agire, di attivarsi per fare qualcosa. Tra i suoi scritti, ora al vaglio degli inquirenti, riecheggiavano le parole "Disegno di Dio", "precetto di nostro Signore", con un riferimento poco chiaro ad un presunto "progetto di Dio venuto tra noi", come se Giustini fosse spinto dal "Signore" nelle sue azioni.

Una vita apparentemente normale quella di Luca Giustini: affettuoso con le due figlie (la primogenita ha 4 anni), riservato ma cordiale con i vicini, sul suo profilo Facebook campeggiano le foto con la moglie e le bambine. Nell'ultimo periodo, però, a chi lo conosceva Giustini era parso sotto stress e affetto da una forma di depressione.

A quattro giorni dal delitto, la madre di Alessia ha deciso di tenere in forma privata i funerali della bambina, per non permettere alla famiglia del marito di partecipare. La donna, Brunella Michelini, aveva dichiarato di aver visto l'arma del delitto, un coltello da cucina, e di averla lasciata sul tavolo dopo aver scoperto l'omicidio della figlia, sperando che il marito si togliesse la vita.

Nei giorni scorsi Brunella Michelini ha dichiarato che nell'ultimo periodo era in pensiero per la salute del marito: "Luca stava male da tempo, era depresso e piangeva. Ieri mattina è venuto da me, abbiamo pregato insieme. Era come se mi stesse dicendo addio". Un atteggiamento tale da lasciar credere alla donna che Giustini stesse "pensasse al suicidio, mai avrei immaginato quello che poi è successo".

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