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Lucia Riina, la figlia del boss Totò orgogliosa del suo nome. E le vittime di mafia? "Guardiamo avanti"

  • Corriere.tv

Onora il padre e la madre. Per Lucia Riina non si tratta solo del quarto comandamento ma di una regola, forse un ordine da rispettare sempre e comunque anche se il padre è un boss sanguinario, ex capo di Cosa Nostra. E' orgogliosa del nome che porta, lei la più piccola dei quattro figli di Totò u Curtu.

La rivendicazione è avvenuta ieri durante la sua prima intervista televisiva rilasciata ad un'emittente svizzera, la Rts. "Sono onorata di portare il nome di mio padre, perché è il cognome di mio padre e immagino che qualsiasi figlio che ama i suoi genitori non cambia il cognome. Corrisponde alla mia identità". E tutte gli innocenti morti per mano e ordine di suo padre? Lucia Riina risponde come se il passato si potesse cancellare con le scuse: "Mi dispiace, penso che siamo tutti figli di qualcuno, con i propri dispiaceri, ma bisogna guardare avanti per noi e per le generazioni future. Non possiamo restare sempre attaccati al passato".

Nel corso dell'intervista, Lucia parla dell'educazione cattolica ricevuta e del ruolo della madre, Antonietta Bagarella, nella sua vita: "Si faceva la preghierina la sera, si pregava per le persone che volevamo bene, cose normali. Il momento più brutto? L'arresto di mio padre. Nostra madre lo apprese attraverso la televisione. Lei è stata estremamente importante per noi, ci ha insegnato a leggere e a scrivere".

L'intervista a Lucia Riina

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