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Luigi Chiatti fuori dal carcere: fine pena, "Mostro di Foligno" in ospedale psichiatrico giudiziario

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Non tornerà in libertà, come chiarito in queste ore dagli avvocati della difesa, il “mostro di Foligno” Luigi Chiatti da oggi ufficialmente fuori dal carcere per la fine della pena detentiva in vista dell’entrata in vigore delle misure di sicurezza alternative alla reclusione.

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Per l’ormai 47enne reduce da 22 anni di cella si sono aperti i cancelli del penitenziario di Prato, con destinazione un ospedale psichiatrico giudiziario o meglio una “Rems” in ossequio alla recente riforma della legislazione penale.

Nessuna notizia è trapelata in merito alla collocazione geografica della struttura destinata all’accoglienza dell’ex detenuto, condannato dall’autorità giudiziaria ad una pena attenuata dalla semi-infermità mentale ma con un riconoscimento in più decisioni della pericolosità sociale del Mostro di Foligno, ma dalle indiscrezioni delle ultime ore sembra che Luigi Chiatti possa essere ospite di un centro specializzato in Toscana.

Sul conto del geometra di Narni gravano due gravissimi crimini, l’omicidio del piccolo Simone Allegretti e l’assassinio del 13enne Lorenzo Paolucci, delitti compiuti tra l’ottobre del 1992 e l’agosto del 1993 con dinamiche talmente impressionanti da far guadagnare al killer lo pseudonimo presto passato alle cronache.

(La madre naturale di Luigi Chiatti racconta la storia del "Mostro di Foligno". Video)

I legali di parte, Claudio Franceschini e Guido Bacino, di fronte alla notizia del trasferimento dal carcere di Prato ad una struttura psichiatrica di recupero dei detenuti, hanno precisato di “non saper niente” sulla destinazione del loro assistito, allo stesso modo dei familiari che attendono conferme dalle autorità.

“Evitiamo allarmismi inutili” si è affrettato stamattina a dichiarare alla stampa uno dei difensori, aggiungendo che “la pericolosità sociale di Luigi verrà valutata di nuovo” dopo i 3 anni in Opg o Rems e la custodia eventualmente “prolungata, anche a vita”.

Tutt’altro che sereni per il possibile alleggerimento delle misure di sorveglianza nei confronti di Chiatti i parenti delle vittime e i rispettivi avvocati, convinti della necessità di un passo indietro (nel senso di una maggiore severità) del legislatore sul regime detentivo di “soggetti socialmente pericolosi e criminali psichiatrici.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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