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Madre obbliga figlia adolescente a restare incinta con inseminazione: partorisce dopo 7 tentativi

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Ha sconvolto la Gran Bretagna la storia di una madre-mostro, come è stata subito ribattezzata dalla cronaca locale, che ha costretto la figlia adottiva appena adolescente a rimanere incinta attraverso l'inseminazione artificiale. Il tutto per soddisfare la sua ossessione di diventare ancora madre: impossibilitata ad avere figli, questa donna aveva già adottato due ragazzine e proprio su una di loro ha perpetrato questa inspiegabile tortura.

La vicenda ha inizio nel 2008, quando la donna si vede rifiutare dal giudice un nuovo affidamento: madre adottiva di due adolescenti, decide di imporre alla maggiore di loro di restare incinta pur di avere un altro bambino. Per questo acquista lo sperma sul sito internet Cryos, una delle maggiori "banche del seme" con sede in Danimarca. La ragazzina ha solo 14 anni quando viene costretta a praticare l'inseminazione artificiale da sola, nella sua camera, usando il kit fornito in dotazione dal sito. Ci sono voluti sette tentativi nel corso di due anni, prima che la ragazzina restasse incinta.

A 16 anni la giovane ha partorito in ospedale nel 2011: solo in quell'occasione è venuta a galla la sconcertante modalità con cui è rimasta incinta. A notare le prime stranezze sono state le ostetriche, che non si sono spiegate come mai la donna impedisse alla figlia di allattare il neonato con la scusa che il piccolo non dovesse "attaccarsi" troppo alla madre. Finchè la mamma-mostro ha provato a fuggire dall'ospedale portandosi via il bambino. E' stata arrestata mentre tentava la fuga.

Una vicenda shock che rianima il dibattito sulle adozioni e i controlli necessari dei servizi sociali: possibile che questa donna evidentemente affetta da disturbi avesse ottenuto l'affidamento di due ragazzine? Il giudice l'ha condannata a cinque anni di carcere per violenza su minori, spiegando che gli abusi perpetrati erano rimasti nell'ombra poichè la donna aveva cresciuto le ragazzine in totale isolamento dal mondo, senza permettere loro di andare a scuola e facendole studiare a casa. "Aveva una personalità incredibilmente forte ed esercitava un controllo totale sulla vita dei figli" scrive il giudice nel dispositivo della sentenza. Una personalità tanto forte da riuscire a farsi amare dalle figlie nonostante tutto: la ragazzina costretta a diventare mamma avrebbe dichiarato di aver accettato quell'assurda costrizione perchè "le voleva bene".

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