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Mail di lavoro vietate dopo le 18 in Francia: impiegati delle tecnologie liberi dall'incubo messaggi

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"Niente mail di lavoro dopo le 18" è il sogno che in Francia diventa realtà. Un messaggio che tanti lavoratori del settore delle tecnologie da oggi potranno considerare una regola e non più soltanto una buona abitudine, perchè per la prima volta è intervenuto un accordo sindacale per regolamentare lo scambio di messaggi di lavoro fuori dagli orari d'ufficio.

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L'accordo raggiunto da due sindacati con le imprese che operano nel mercato della tecnologia segna uno storico passo in avanti nel rispetto del tempo libero degli impiegati del settore. Il concordato prevede che i messaggi, le email di lavoro, ma anche le telefonate e qualsiasi altro genere di contatto, siano banditi tra le 18:00 di sera e le 09:00 di mattina, per lasciare ai lavoratori il tempo di staccare completamente dagli impegni che riempiono già gran parte della loro giornata.

Con le nuove tecnologie e la frenesia della reperibilità ad ogni costo, l'abitudine di continuare a lavorare anche dopo aver concluso la propria attività d’ufficio è diventata ormai diffusissima. Ma questo lavoro extra, assolutamente non dovuto nè retribuito, adesso incontrerà un freno, almeno in Francia.

Per circa un milione di persone impiegate nelle alte tecnologie e nella consulenza (tra cui le divisioni dei giganti Google, Facebook, Deloitte e PwC) entrerà in vigore l'accordo che prevede lo stop all'invio di comunicazioni al di fuori dell'orario lavorativo. Dunque, dopo le 18, smartphone e tablet, cellulari e pc, saranno completamente liberi dai messaggi provenienti da superiori e colleghi, eccezion fatta per quelli di urgenza straordinaria.

Una piccola grande rivoluzione copericana nell'universo delle tecnologie, dove la connettività è sempre stata considerata un must per i lavoratori del settore e non solo. Da oggi gli interessati da questo provvedimento potranno ritenersi liberi di non leggere e non rispondere alle comunicazioni di qualsiasi tipo nelle ore serali e notturne, grazie all'approvazione di un generico "obbligo di disconnettersi dagli strumenti di comunicazione a distanza". E chissà che questo pionieristico accordo non faccia da apristrada ad altre conquiste per i lavoratori di altri settori ed altri paesi.

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