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Malasanità a Messina: neonato in coma per colpa di due medici

Nuovo caso di malasanità a Messina dove un neonato è in coma per via di una serie di complicazioni dovute al parto e che, stando alle prime informazioni, dovrebbero essere state causate dai diversi punti di vista dei medici sulle tecniche da adottare.

Esattamente come accaduto alla fine di agosto, anche stavolta finiscono sotto accusa due medici dell'ospedale Papardo che si sarebbero resi protagonisti di un litigio relativo al tipo di parto a cui la giovane Ivana Rigano, 24 anni, sarebbe dovuta essere sottoposta.

I medici, stando alla denuncia effettuata dalla donna, non si sarebbero messi d'accordo in quanto uno avrebbe prediletto il parto cesareo e l'altro il parto naturale: in conseguenza di ciò la donna alla fine ha partorito in maniera naturale ma il bambino è rimasto incastrato e ha perso ossigeno per qualche minuto di fatto subendo delle lesioni al cervello che ne hanno imposto il ricovero presso la Terapia intensiva neonatale del Policlinico.

Sotto inchiesta finiscono dunque il ginecologo Rosario Pino, che aveva deciso per il parto cesareo, e il primario del reparto Francesco Abate che con il suo braccio destro Saverio Esposito ha invece optato per il parto naturale che pare abbiano anche strappato i moduli del consenso firmato dai genitori per il parto cesareo.

Immediata la smentita del presidente dell'Ordine dei medici di Messina, Giacomo Caudo, secondo cui il problema del bambino non sarebbe dovuto alla lite tra i medici ma ad altre questioni e ciò che è stato diffuso è la reazione della città ad 'una sorta di psicosi dopo la vicenda del Policlinico'.

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