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Baldini e gli usurai: "Chiesi a De Tomasi quattromila euro"

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Tutti sono al corrente dei problemi avuti da Marco Baldini con il gioco d'azzardo. Del resto, è sempre stato lui stesso a parlarne e ha pure scritto un libro autobiografico, Il giocatore, ricostruendo la sua personalissima discesa in quest'inferno e poi la salvifica risalita: "Basta con quella vita, con il gioco, con gli strozzini e con i debiti. Perché tanto, con l'azzardo, non si vince mai".

Adesso sembra che davvero abbia smesso, però c'è ancora qualche conto del passato con cui fare i conti. Il noto deejay, nonché insostituibile spalla di Fiorello, ieri è stato chiamato a testimoniare nel processo contro Giuseppe De Tomasi, detto "Sergione", suo figlio Carlo Alberto e altre persone accusate di usura ed estorsione. Con un coraggio ammirevole, Baldini ha parlato chiaro: "Avevo perso al poker, ero steso, e ho avuto bisogno di soldi. Ho chiesto allora a Carlo i quattromila euro che mi servivano. Poi glieli ho ridati, senza pagare particolari interessi". Incredibile il fatto che non abbia pagato interessi, di solito ci sono e anche molto, molto alti.

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Baldini l'ha fatta franca - in questo senso - per una questione... affettiva: "Conosco Sergio - ha infatti raccontato - dal 2006. Qualche volta andavo a trovarlo a casa, insomma con lui c’era un rapporto di amicizia. Conoscevo anche la moglie". Davanti al pm Francesco Minisci, poi, si è lasciato andare a rivelazioni tutt'altro che edificanti: ha tentato di far entrare la nipote di De Tomasi come velina-soubrette nella trasmissione Chi ha incastrato Peter Pan?, condotta da Paolo Bonolis, e di aiutare lo stesso Sergione a incidere un disco (c'ha pure velleità artistiche!), ma in entrambi i casi il risultato è stato negativo.

Secondo quanto emerso dall'indagine della Direzione distrettuale antimafia, Sergione è vicino alla Banda della Magliana e a capo - appunto - di un'organizzazione finalizzata all'usura di cui fa parte anche Carlo e gli altri figli. Inoltre sarebbe stato proprio lui, la sera del 28 giugno 1983, a telefonare a casa dello zio di Emanuela Orlandi per dare informazioni sulla ragazza scomparsa. Il rampollo Alberto, invece, è indicato come l'autore della telefonata che giunse negli studi di Chi l'ha visto? e nella quale si "invitava" a cercare nella bara di Enrico De Pedis a Sant’Apollinare notizie riguardanti la giovanissima cittadina vaticana di cui non si avevano più tracce.

Tornando a Baldini, l'amico Sergione gli concedeva prestiti in tranche da dodicimila e ventimila euro. Adesso pare che tutti i nodi stiano venendo al pettine: qualche settimana fa Arianna, anche lei erede di Sergione, è stata condannata a cinque anni e sei mesi di reclusione perché considerata componente dei vertici dell'organizzazione di usurai.

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