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Marea nera, l'incubo per la Bp non finisce

Il pozzo è stato chiuso, ma per la British Petroleum i guai non sono finiti. Sulla società piovono nuove accuse: 'Sapeva che il pozzo era a rischio'.

In una lettera inviata alla Commissione d'inchiesta nominata dall'amministrazione del presidente Usa Barack Obama, per indagare sull'incidente che il 20 aprile scorso ha provocato l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, il responsabile del gruppo di investigatori, Fred Bartlit, ha scritto: 'Halliburton e Bp erano a conoscenza del fatto che il tipo di prodotto iniettato nei pozzi era instabile, ma nessuno si è mosso in base a questi dati. Halliburton (e può darsi Bp) avrebbero potuto testare il prodotto prima di utilizzarlo nel pozzo di Macondo'.

A quanto pare, tre test effettuati sul materiale fornito da Halliburton per sigillare il pozzo, impedire ogni fuoriuscita di greggio e potenzialmente un'esplosione hanno mostrato l'instabilità del composto. Tra febbraio e aprile sul cemento sono stati condotti quattro test e di questi solo uno ha dato risultati positivi.

Il rappresentante democratico Ed Markey, presidente della commissione dell'Energia e dell'Ambiente del Congresso, ha commentato quanto emerso affermando: 'E' come se si costruisse un’automobile sapendo che i freni non funzionano'.

 (foto © LaPresse)

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